La stampa internazionale sulla visita di Vucic in Croazia

Oltre ai media croati e serbi, diversi altri media della regione balcanica e non solo hanno prestato attenzione alla visita ufficiale di Aleksandar Vucic in Croazia.

Dati gli scarsi risultati delle relazioni croato-serbe negli ultimi vent’anni, la visita del Presidente serbo in Croazia nutre la speranza che la situazione possa cambiare, per quanto ciò risulterà comunque arduo, osserva Dnevnik, quotidiano di Lubiana, in un articolo pubblicato martedì dal titolo “Miracolo – Bandiere serbe nel centro di Zagabria”.
Il quotidiano Delo osserva che l’incontro tra i presidenti croati e serbi a Zagabria difficilmente porterà ad una svolta capaci di rendere la Croazia e la Serbia non più ostaggi del passato. “La situazione richiede quanto meno tanto pragmatismo, come ha dimostrato Vucic, ma questo non sarà facile in Croazia. Consapevole di questo, Grabar-Kitarovic ha capito che il lato croato dovrebbe smettere di giocare la carta del difficile passato almeno per un po’ e ritiene che essere considerata un traditore per un breve periodo di tempo sia politicamente più intelligente che continuare con la politica di sentirsi offeso, che non è ben vista a Bruxelles”, riferisce l’agenzia di stampa slovena STA.
La Reuters riferisce che “la Croazia e la Serbia hanno promesso lunedì di intensificare il lavoro sui diritti delle minoranze, le questioni di confine e le ricerche di persone scomparse dalla guerra degli anni ’90, nel tentativo di migliorare i legami che rimangono aspri decenni dopo il crollo della Jugoslavia”.
“Le relazioni tra Serbia e Croazia sono gravate dal passato, di cui questa volta non abbiamo parlato. È nostro compito parlare e cercare soluzioni per le questioni che ci dividono”, ha dichiarato Grabar-Kitarovic al seguito dei colloqui protrattisi per due ore. Serbia e Croazia sono le due più grandi repubbliche emergenti dalla ex-Jugoslavia, crollata nel 1991. Hanno cercato di migliorare i legami dopo la guerra del 1991-1995, ma permangono difficoltà. Per aderire all’Unione europea, la Serbia deve risolvere le questioni in sospeso con i suoi vicini, compresa la Croazia”, aggiunge Reuters.
Dragan Djukanovic, vice presidente del Centro per la Politica Estera, ritiene che la visita del presidente Vucic in Croazia sia vantaggiosa per entrambi i paesi e che sia importante risolvere i problemi causati dalla disintegrazione dell’ex Jugoslavia. Per quanto riguarda la proposta di Vucic di porre una moratoria sugli argomenti del passato, osserva che “è importante che non ci siano problemi che incitino al cattivo umore”.
Alla domanda se sia realistico aspettarsi che la questione dei confini con la Croazia venga risolta nei prossimi due anni, Djukanovic ritiene che questo risulta difficile da immaginare, dato l’attuale corso dei colloqui tra i due paesi, e aggiunge che il confine formato dal fiume Danubio è particolarmente controverso, perché il Danubio si è spostato e non coincide più con i confini dei comuni catastali.
(Blic, 13.02.2018)
 

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