La sindrome da burnout al lavoro colpisce soprattutto i russi e i serbi

Oltre i due terzi della popolazione serba soffre di esaurimento cronico dal lavoro o sono sull’orlo dell’esaurimento, dimostrano i risultati di uno studio sanitario internazionale. Questo studio ha anche dimostrato che sono effetti dalla cosiddetta sindrome da burnout sul posto di lavoro solo i russi più dei serbi.

Come è stato dimostrato, la sindrome da burnout sul lavoro colpisce maggiormente i russi (72%), i serbi (66%) e i polacchi (62%), mentre meno della metà degli intervistati in Spagna, Italia e Germania (49%), come anche in Francia (44%), sono colpiti dall’esaurimento cronico al lavoro.

L’indagine è stata svolta su nove paesi europei, ed è stata recentemente presentata ad una conferenza internazionale a Berlino, per dimostrare che più della metà degli europei (55%) ha avuto episodi di stanchezza cronica al lavoro.

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Quasi il 70% degli europei, in prevalenza i lavoratori in Serbia (78%), Germania (77%) e in Francia (75%) registrano un grave aumento del numero di dipendenti che sentono l’esaurimento cronico al lavoro come un grave allarme. Che questa tendenza mostri che c’è qualcosa di sbagliato nell’ambiente aziendale di oggi sono convinti più della metà dei serbi (57%) e dei francesi (54%) e quasi la metà dei tedeschi (49%).

D’altra parte, in Russia (60%), in Serbia (48%) e in Polonia (48%) gli intervistati si aspettano principalmente un compenso adeguato per il lavoro straordinario al fine di prevenire lo stress. Per i lavoratori spagnoli e italiani, invece, vi è il desiderio che le aziende e le ditte abbiano un medico specialista per consigliare sui problemi di salute dei dipendenti.

Il sondaggio all’interno del progetto “The Future of Health”, per la socetà “Stada”, è stato condotto dal Kantar Helt Market Research Institute, con 18.000 intervistati di età compresa tra i 18 ei 99 anni, riferisce Tanjug.

Con il quinto rapporto sulla salute di “Stada” sono stati compresi intervistati dal Belgio, dalla Francia, dalla Germania, dall’Italia, dalla Polonia, dalla Russia, dalla Serbia, dalla Spagna e dal Regno Unito.

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