La Serbia tra fonti di energia alternative e gas russo

La conferenza “Relazioni serbo-americane: Strategia di diversificazione energetica” si è tenuta ieri, 12 maggio, presso l’Assemblea nazionale della Serbia.

La conferenza “Relazioni serbo-americane: Strategia di diversificazione energetica”, il cui tema principale erano le modalità alternative di fornitura di energia alla Serbia, si è tenuta ieri presso l’Assemblea nazionale della Repubblica di Serbia. La conferenza è stata organizzata dall’Assemblea della Serbia, dalle Ambasciate degli Stati Uniti e di Israele a Belgrado.

Stabilità energetica significa stabilità politica, ha evidenziato la vice Premier serba e Ministra dell’industria mineraria e dell’energia Zorana Mihajlović, ricordando che il 90% del gas importato dalla Serbia arriva dalla Federazione Russa. Considerato il nuovo contesto geopolitico causato dalla guerra in Ucraina, tutti i piani legati alla riduzione del carbonio e al passaggio alle fonti di energia rinnovabile devono essere attuati più rapidamente, nei prossimi sei mesi, ha sottolineato la Mihajlović.

Il primo passo per raggiungere questo obiettivo è terminare la costruzione di un interconnettore di gas tra Nis (Serbia) – Dimitrovgrad (Bulgaria) entro il prossimo anno, ha affermato Mihajlović. Nelle sue parole, questo è solo il punto di partenza che dovrebbe portare alla costruzione di vari interconnettori negli altri Paesi come Croazia, Macedonia del Nord e Romania, che consentiranno la creazione di una rete tra i Paesi vicini e faciliteranno l’approvvigionamento di gas.

Parlando di fonti di energia rinnovabile, la Mihajlović ha sottolineato che l’obiettivo principale della strategia di sviluppo energetico fino al 2050 (Strategija razvoja energetike do 2050 godine) è trasformare il carbone a basso contenuto calorico in nuove fonti di energia più pulite, e ha ringraziato Israele e gli Stati Uniti per l’ottimo sostegno.

Il presidente dell’Assemblea nazionale della Repubblica di Serbia Ivica Dačić ha concordato con la Mihajlović che l’obiettivo principale della Serbia è aumentare il numero di fonti di approvvigionamento energetico, il che è fattibile a lungo termine. Ciò potrebbe essere ottenuto attraverso la fornitura di gas naturale liquefatto dalla Grecia; tuttavia, dal punto di vista di Dačić, è poco probabile che il riorientamento delle fonti di gas avvenga a breve termine. Ha ricordato che dall’inizio della guerra in Ucraina la Serbia non ha avuto un solo giorno di carenza di gas o stagnazione, che è la migliore prova della stabilità dell’approvvigionamento in Serbia.

La questione dell’efficienza energetica non fa parte dell’ambito delle politiche interne, ma piuttosto è il fattore chiave della politica internazionale, ha affermato Dačić. Per quanto riguarda il quadro giuridico, Dačić ha sottolineato che la Serbia ha iniziato a costruire un approccio molto sistematico per sviluppare un contesto giuridico adeguato, come la legge sui cambiamenti climatici (Zakon o klimatskim promenama) adottata lo scorso anno e la strategia sullo sviluppo energetico.

Forte sostegno da parte di Stati Uniti e Israele alla diversificazione energetica della Serbia

Parlando del rapporto tra la Serbia e gli Stati Uniti quando si tratta di approvvigionamento energetico, l’ambasciatore degli Stati Uniti in Serbia Christopher Hill ha affermato che gli Stati Uniti sostengono fortemente la Serbia nel processo di diversificazione energetica, mentre la Mihajlović e Hill hanno convenuto che la stabilità dell’approvvigionamento energetico è fortemente intrecciata con sovranità e indipendenza.

Passando all’elevata dipendenza dal gas russo, l’ambasciatore Usa ha sottolineato che l’energia non deve essere usata come arma di pressione politica. Inoltre, stando alle sue parole, la Serbia sta già pagando dei prezzi troppo alti di gas alla Russia e gli Stati Uniti sono disposti ad aiutarla sostenendo nuove risorse energetiche, come il “Turkish stream 2” e il “Bulgarian stream”, nonché attraverso investimenti in nuove tecnologie che accelereranno la transizione verso le energie rinnovabili.

Hill ha aggiunto che il programma di consulenza statunitense è anche orientato ad aiutare la Serbia nella creazione di un quadro giuridico adeguato al fine di ottenere una crescita economica sostenibile, come l’implementazione di pannelli solari e un programma di riscaldamento a lunga distanza nelle famiglie.

Anche se questo cambiamento non può avvenire in tempi brevi, è comunque necessario, considerando anche il fatto che i cittadini serbi utilizzano da tre a quattro volte più energia rispetto alla media dell’Unione Europea, ha concluso Hill. Il vicesegretario aggiunto presso l’Ufficio per le risorse energetiche del Congresso americano, Laura Lochman, ha inoltre sottolineato l’urgenza dell’indipendenza energetica della Serbia dalla Russia.

Il fondatore del Congresso dell’amicizia serbo-americano (SAFC) Vladimir Marinković ha sottolineato che gli Stati Uniti sono molto favorevoli alla Serbia in tutti i campi della società. Come migliore prova di questo sostegno, Marinković ha indicato gli investimenti in Serbia fatti dagli Stati Uniti che valgono più di un miliardo di dollari e il fatto che più di 25.000 cittadini serbi sono impiegati nelle aziende statunitensi in Serbia, in particolare nel settore IT.

Inoltre, Marinković ha affermato che negli ultimi due mesi sono state realizzate visite molto importanti da parte di senatori americani e di membri del Congresso della Commissione Bilancio, che possono influenzare fortemente la politica della Casa Bianca nei confronti della Serbia.

Parlando del sostegno di Israele, come ha detto la Mihajlović, questo Paese è uno dei migliori esempi quando si tratta di transizione di successo verso le fonti di energia rinnovabile. Il passaggio all’energia sostenibile in Israele è stato causato principalmente dal cambiamento climatico, ma anche da ragioni geopolitiche poiché Israele era fortemente dipendente dal gas proveniente dall’Egitto, ha affermato l’ambasciatore di Israele in Serbia Yahel Vilan. Gli obiettivi principali di Israele per il futuro sono il raggiungimento del 95% dell’uso del solo gas naturale, l’eliminazione delle centrali elettriche a carbone e la riduzione del consumo energetico fino al 17% entro il 2030, ha sottolineato Vilan.

Israele e Serbia hanno cooperato fortemente nel campo dell’energia negli ultimi anni, ha affermato l’ambasciatore israeliano in Serbia e ha ringraziato la Mihajlović per aver sostenuto questa cooperazione. Ha anche aggiunto che è stato recentemente firmato un accordo tra i due Paesi sulle fonti di energia rinnovabile.

This post is also available in: English

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

scroll to top