La Serbia tra due fuochi: Russia o UE?

Sebbene sia seduta su due sedie, la Serbia si trova ora tra due fuochi ed è sempre più concreta la possibilità che presto debba scegliere con chi stare tra la Russia e l’Unione Europea. Gli equilibri in politica estera, “Est e Ovest”, sono stati turbati dall’invasione russa dell’Ucraina, che ha poi accelerato la richiesta dell’Ue e degli Usa a Belgrado di imporre sanzioni a Mosca. Allo stesso tempo, ha cementato la posizione di Mosca secondo cui Belgrado, in quanto “nazione amica”, non dovrebbe fare questo passo.

Questo è chiaro se guardiamo all’ultima dichiarazione della portavoce del Ministero degli Affari esteri della Russia, che ha espresso una posizione chiara su cosa pensa della possibilità che la Serbia segua l’esempio dell’UE. “Prendiamo atto delle dichiarazioni dei politici serbi e della pressione su di loro. Prendiamo anche atto delle dichiarazioni della parte serba secondo cui la Russia è loro amica. Forse abbiamo opinioni diverse sull’amicizia. Noi sosteniamo sempre i nostri amici nei momenti difficili”, ha dichiarato Marija Zacharova.

La Russia, ha aggiunto, comprende che molti Paesi che vogliono perseguire una politica indipendente ed equilibrata sono sottoposti a forti pressioni, in primo luogo dagli Stati Uniti, e che devono scendere a compromessi. “Se però stiamo parlando di coloro che si dichiarano nostri amici però è impossibile capirlo”.

Solo un giorno dopo è arrivato un nuovo messaggio anche dall’UE. L’ambasciatore tedesco Thomas Schieb ha affermato che si aspetta che la Serbia imponga sanzioni alla Russia per progredire più velocemente verso l’UE, sottolineando che le sanzioni danneggiano “noi che le abbiamo introdotte”, sebbene siano un modo pacifico per fermare la guerra e questo verrà mostrato quanto prima. “In questo momento si tratta di condannare l’aggressione russa; la situazione umanitaria è drammatica, si tratta di mostrare solidarietà all’Ucraina e dei segnali sono molto importanti, in questo senso la Serbia ne ha inviati e li accogliamo con favore”, ha affermato l’ambasciatore tedesco.

Cosa significano questi due messaggi? La posizione della Serbia e il suo rapporto con la Russia sono specifici, Belgrado dipende dall’energia russa, ma non solo: conta anche sul sostegno politico della Russia per il Kosovo, di cui non riconosce l’indipendenza. Come interpretare queste dichiarazioni e quali conseguenze potrebbero avere sulla Serbia? E dall’UE o dalla Russia si continuerà con questa politica tenendo presente che spingerebbe la Serbia dall’altra parte?

L’ex diplomatico e ricercatore britannico presso il “Centre for Geopolitics” dell’Università di Cambridge, Timothy Less, ha detto a “Blic” che la situazione per la Serbia “sta indubbiamente diventando sempre più difficile”. “Da diversi anni la Serbia persegue con successo una politica di bilanciamento internazionale. Tuttavia, questo crea problemi ora che i suoi due principali partner sono effettivamente in guerra”.

La Russia ovviamente non è soddisfatta della decisione della Serbia all’ONU e pensa che se la Serbia è davvero un’amica allora dovrebbe sostenerla nel suo momento difficile, poiché la Russia ha sostenuto la Serbia negli anni ’90. “Interpreto il commento della Zacharova sui “veri interessi nazionali” della Serbia come una minaccia nascosta. Tuttavia, non credo che la Russia farà nulla per ora. La dichiarazione della politica russa mostra chiaramente che la Russia vede la Serbia come un’amica e comprende la pressione che la Serbia sta subendo. L’interesse essenziale della Russia è restare vicino alla Serbia per impedirle di entrare nella Nato, e questo rimane immutato”. Lui crede anche che la Serbia persisterà nella sua posizione attuale e che la stessa UE non può “permettersi” di allontanare Belgrado dal percorso europeo.

https://www.blic.rs/vesti/politika/umesto-na-dve-stolice-sad-smo-izmedju-dve-vatre-posle-brisela-i-moskva-pocela-da-nam/5sbgd8c

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