La Serbia si colloca al 63° posto nel mondo secondo l’Indice di sviluppo umano (ISU)

L’indice di sviluppo umano della Serbia per il 2018 è pari a 0,799, e la colloca al 63° posto su 189 Paesi e territori, rappresentando uno spostamento di due posizioni rispetto allo scorso anno, secondo il rapporto dell’UNDP. Campione dello sviluppo umano è la Norvegia, seguita da Svizzera e Irlanda.

L’indice di sviluppo umano (ISU) è la somma delle misure adottate per far avanzare le tre dimensioni fondamentali della vita: una vita lunga e sana, l’accesso all’istruzione e un tenore di vita dignitoso.

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Secondo questo parametro, che classifica i Paesi di sviluppo umano da basso a molto alto, la Serbia rientra nella categoria dei Paesi di alto sviluppo umano, insieme a Bosnia ed Erzegovina, Macedonia del Nord e Albania. Altri paesi della regione, Croazia, Slovenia, Montenegro, Ungheria, Romania e Bulgaria rientrano nella categoria dei Paesi di sviluppo umano molto elevato.

Il rapporto afferma che la classe media è particolarmente a rischio nella regione dell’Europa orientale e dell’Asia centrale, alla quale appartiene anche la Serbia. La crescita del PIL da un lato e la scomparsa della classe media dall’altro è la prova che le disparità di reddito sono in aumento nella regione.

Altri fattori che rendono particolarmente acuta la questione della disuguaglianza in questa regione sono l’alto livello di occupazione informale e precaria, le carenze del sistema di protezione sociale, il collasso delle reti di sostegno sociale, nonché l’emigrazione della forza lavoro giovane e qualificata e la diffusa disuguaglianza davanti alla legge.

La diseguale posizione sociale e l’esclusione di alcuni gruppi dal mercato del lavoro è una grande sfida in tutta la regione e una causa di migrazione che sta aggravando la tendenza allo spopolamento.

Le donne sono ancora più a rischio di esclusione dal mercato del lavoro, sebbene in questa regione, secondo il “Gender Inequality Index” (GII), le differenze tra uomini e donne siano minime.

L’aumento del rischio di esclusione dal mercato del lavoro comprende anche giovani lavoratori con scarse competenze, migranti, disoccupati di lunga durata, persone con disabilità, comunità tradizionalmente emarginate come i rom e residenti in zone rurali e isolate.

Le famiglie rurali con un accesso insicuro all’acqua o che vivono in terreni degradati coltivati ​​sono più esposte all’aumento dei rischi socioeconomici, nonché a quelli ambientali e climatici. Una delle aree in cui ciò è particolarmente visibile sono i Balcani occidentali.

http://www.rtv.rs/sr_lat/drustvo/srbija-na-63.-mestu-po-indeksu-ljudskog-razvoja_1074376.html

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