La Serbia sepolta da una coltre di rifiuti tossici

“La Serbia produce ogni anno fino a 80.000 tonnellate di rifiuti pericolosi, gran parte delle quali non stoccate in maniera adeguata. I cittadini potrebbero dare un grande aiuto se segnalassero le discariche abusive di rifiuti pericolosi”.

E’ quanto ha detto il Ministro dell’Ambiente Goran Trivan di fronte alla Commissione parlamentare per la protezione dell’ambiente a seguito della scoperta l’anno scorso ad Obrenovac di una discarica illegale di rifiuti pericolosi.

“Per me si tratta del peggior crimine che una persona possa commettere, perché seppellire i rifiuti pericolosi ha come conseguenza l’avvelenamento dei terreni dove si vive e dell’acqua potabile, mettendo a repentaglio la vita di tutti”, ha detto Trivan. 

Alla fine del 2017 le autorità di polizia hanno scoperto 25 tonnellate di rifiuti pericolosi vicino ad Obrenovac, sobborgo di Belgrado, in parte seppelliti nel giardino dell’abitazione di tale Zoran Markovic, ora in detenzione, e in alcuni campi vicini. Le indagini hanno confermato che le operazioni erano state condotte dallo stesso Markovic.

Alcune delle analisi dei rifiuti hanno confermato essere molto pericolosi, cancerogeni contenenti tricloretilene. Gli abitanti del villaggio di Vukicevic, dove i rifiuti sono stati rinvenuti, usavano l’acqua dai pozzi locali e non sono ancora stati informati se possono continuare a usare quell’acqua o no. L’Istituto di Sanità della città di Belgrado ha proceduto con le analisi a fine dicembre ma non ha ancora resi pubblici i risultati.

Un altro tema di cui Trivan ha parlato di fronte la Commissione è stato quello delle auto elettriche in Serbia: “Molti paesi europei hanno in programma di iniziare a produrre auto prive di combustione interna, e se noi vogliamo stare al passo con il mondo dobbiamo anche noi applicare le loro soluzioni. Come è possibile che nessuno dei proprietari delle 100.000 auto usate importate solo lo scorso anno non hanno pagato la tassa ambientale e spesso questa tassa viene aevasa anche sull’auto nuove importate?”

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