“La Serbia rischia gravi conseguenze se rifiuta il piano dei “cinque grandi” per il Kosovo”

Se rifiuta il piano dell’UE per la continuazione del dialogo con il Kosovo, la Serbia dovrà affrontarne le conseguenze, cioè l’arresto del processo di adesione all’UE e il ritiro degli investimenti.

In un’apparizione televisiva, il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha negato che ciò gli sia stato comunicato dai rappresentanti dei “cinque grandi” con cui ha parlato venerdì.

Dopo una serie di situazioni di crisi e un’intensa attività diplomatica nel periodo precedente, il nuovo piano dell’UE, sostenuto dagli Stati Uniti, sta ora acquisendo importanza perché è direttamente collegato al proseguimento del processo di adesione della Serbia all’UE, sottolineano gli analisti.

Venerdì scorso i rappresentanti dei cosiddetti “cinque grandi”, guidati dall’inviato speciale dell’UE per il dialogo Belgrado-Pristina, Miroslav Lajčak, e dai rappresentanti di Francia, Germania, Italia e Stati Uniti, hanno visitato Belgrado e Pristina. Nei giorni successivi, i funzionari serbi hanno segnalato che per il Paese si prospettano giorni difficili e che alcune parti del piano dei “cinque grandi” per il Kosovo sono state pubblicate da alcuni media.

L’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la sicurezza, Josep Borrell, ha riferito sui progressi del dialogo ai ministri degli Esteri dell’UE e ha sottolineato che la proposta europea può portare grandi benefici a entrambe le parti, osservando che si aspetta un impegno serio e la disponibilità a un impegno costruttivo da entrambe le parti.

Stefan Surlić, della Facoltà di Scienze Politiche di Belgrado, afferma che la Serbia ha un margine di manovra molto ridotto per quanto riguarda ulteriori negoziati e osserva che l’intera iniziativa è nata con una chiara intenzione. “Non vogliono continuare a mantenere lo status quo nel dialogo… Vogliono un passo avanti che non sia legato all’attuazione dell’Accordo di Bruxelles”, aggiunge Surlić.

Nel suo discorso televisivo di ieri sera, il presidente Vučić ha sottolineato che è importante che Belgrado evidenzi che l’Unione dei Comuni serbi (ZSO) deve essere costituita e che “non può essere un’organizzazione non governativa”.

D’altra parte, l’ambasciata statunitense a Pristina ha invitato i partiti politici del Kosovo a tenere una discussione congiunta il 31 gennaio; il tema della discussione, avviata dall’ambasciatore statunitense Jeff Hovenier, sarà la costituzione dell’Unione dei Comuni serbi.

(Euronews, 24.01.2023)

https://www.euronews.rs/srbija/politika/75733/srbiji-predocene-posledice-ako-ne-prihvati-plan-velike-petorke-sada-nemamo-samo-sargarepu-nego-i-vrlo-jasan-stap/vest

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