La Serbia presto fuori dalla “zona rossa”?

Se il numero di persone contagiate dal coronavirus continua a diminuire, l’Ue potrebbe raccomandare ai suoi membri di rimuovere la Serbia dalla zona rossa, scrive “Blic”. Il documento, tuttavia, afferma che ciò non significherebbe che tutti i Paesi implementerebbero automaticamente la decisione, specialmente quelli nei quali al momento il virus si sta diffondendo.

Probabilmente ciò non accadrà prima del 1° settembre, ma è possibile che, ad esempio, i greci decidano di consentire ai turisti serbi di entrare con il test PCR obbligatorio.

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Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha pubblicato ieri i dati più recenti per tutti i Paesi, in base ai quali si decide chi inserire nella lista verde, gialla o rossa, ovvero a chi aprire e a chi chiudere le frontiere.

Sulla base di questi dati, la Serbia è stata nella “lista dei Paesi a rischio” dall’Unione Europea, ma “Blic” afferma che la situazione potrebbe cambiare presto.

Secondo i dati dell’ECDC, la Serbia ha registrato 2.323 nuove infezioni nelle ultime due settimane, il che significa una media di 33,2 positivi ogni 100.000 abitanti.

Il Paese è quindi sulla buona strada per scendere al di sotto del limite di 25/100.000, che quasi tutti i Paesi considerano rilevante per l’inserimento o la rimozione dalla lista rossa.

Al primo posto in Europa c’è la Spagna con 175,7 nuovi contagiati ogni 100.000 abitanti; per quanto riguarda la regione, il Montenegro è in testa con 111,9, la Bosnia ed Erzegovina con 108,8, la Romania con 86,4 casi ogni 100.000, la Macedonia del Nord 82,2, infine la Croazia con 65,3 casi ogni 100.000 cittadini.

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