La Serbia perde ogni anno terreno fertile a causa dello sfruttamento irresponsabile delle autorità

La notizia che la Serbia perde ogni anno 25.000 ettari di terreno fertile è nota da tempo. Tuttavia, nessuno cerca una soluzione a questo problema. I terreni agricoli vengono destinati alle infrastrutture e all’industria e, oltre a questa conversione, il problema maggiore è il massimo utilizzo di humus e la riduzione della fertilità dai terreni dal 4% al 2%.

Secondo l’analista agronomo Branislav Gulan, i terreni che si perdono di più sono quelli di proprietà statale. Circa 200.000 ettari di terreno coltivabile non viene lavorato.

“Esiste un’iniziativa dello stato di dare il terreno non coltivato ai giovani agricoltori da utilizzare. Su un totale di 4,1 milioni di ettari di terreno coltivabile in Serbia, vengono trattati 3,4 milioni di ettari di terreni agricoli. Le famiglie utilizzano in media 6,1 ettari di terreno, mentre le aziende possiedono in media 304 ettari. Non è normale perdere tanti campi fertili ogni anno. Ad ogni cambio di governo, le autorità destinano i terreni agricoli alla costruzione di nuovi insediamenti, e così ottengono voti. È terribile quanto poco terreno irrigiamo”, dice Gulan.

L’agroeconomista Milan Prostran è preoccupato dal comportamento irresponsabile delle autorità nei confronti dei campi agricoli fertili. La legge dice che il terreno agricolo puù essere convertito in terreno industriale o edificabile, se necessario. Secondo il rapporto, a causa di questa legge i campi diminuiscono ogni anno, ma il problema più allarmante è quando accade al terreno agricolo fertile:

“Lo stato non ha nemmeno regolato che l’affittuario debba restituire il terreno con la stessa o migliore qualità, così sfruttano il terreno in tal misura da farlo diventare sterile”.

Egli afferma che lo stato gestisce male circa 500.000 ettari di terreno. Pertanto, Prostran ritiene che la nuova Legge sui terreni agricoli o i relativi emendamenti debbano essere adottati quanto prima.

La soluzione ideale sarebbe far utilizzare ai nuovi investitori luoghi già esistenti e abbandonati in zone industriali. Dall’Agenzia per lo sviluppo della Serbia spiegano però che ci sono una serie di fattori che influenzano questa decisione.

“Gli investitori spesso optano per la costruzione di nuovi stabilimenti, soprattutto perché quelli esistenti non sono in ottime condizioni. Spesso queste strutture non sono neppure armonizzate con gli standard ambientali, di cui oggigiorno ci si preoccupa molto. Quando si scelgono le sedi, si prendono in considerazione molti fattori tra cui la vicinanza al mercato per la collocazione delle merci, ad un’autostrada ecc. Tra le zone industriali attualmente attive ci sono quelle di Subotica, Pancevo, Indjija, Stara Pazova, Novi Sad e Nis”.

https://www.ekapija.com/news/2485276/srbija-gubi-plodno-zemljiste-zbog-prenamene-i-neodgovornog-eksploatisanja?fbclid=IwAR09HuLikhw0XE79fglNbvTQ8Pbo6JW6wWS-fYiR4uFqG3IsFrNnAsz6oxc

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