“La Serbia non metterà alcun filo spinato ai confini”

Il primo ministro serbo Aleksandar Vučić ha affermato ieri che non metterà nemmeno un metro di filo spinato al confine serbo, per quanto la situazione con i profughi sia difficile, e che riuscirà a mantenere la pace e la stabilità.

“Che gli altri facciano quello che vogliono, noi non innalzeremo fili spinati. Manterremo la situazione sotto controllo, per quanto sia complicata e avremo pace e stabilità in Serbia” ha detto Vučić ai giornalisti in occasione della cerimonia per l’inizio dei lavori del ponte Ljubovlja – Bratunac. Vučić ha detto che non ha intenzione di costruire fili spinati e barriere, anche se tutti gli altri hanno già recintato.

Il ministro degli affari interni Nebojša Stefanović ha dichiarato che nella giornata di ieri un ulteriore gruppo di profughi dal Medio Oriente ha sfondato il cordone di polizia nella “parte verde” del confine croato e che in totale hanno varcato il confine tra le 4000 e le 5000 persone.

“Accade quanto dicevamo noi – filo spinato, barriere e cordoni di polizia non sono la risposta giusta per far fronte a questa crisi. Dobbiamo trovare una soluzione e non una barriera fisica per queste persone” ha affermato Stefanović in occasione della visita al centro istruttorio di polizia “Mitrovo Polje” a Goč. Ha affermato che i profughi arrivano in Serbia dalla Grecia, stato membro dell’UE, ed è per questo che la prima cosa che l’Europa deve dire è se verranno fatti degli sforzi per una loro selezione, “per stabilire chi ha diritto ad entrare nell’UE e cercare asilo”.

Come ha sottolineato, l’ enorme numero di migranti che vengono in Europa è qualcosa con cui nemmeno le grandi e sviluppati nazioni d’Europa riescono a fronteggiare al meglio, perché si tratta di milioni di persone.

“La Serbia aspetta una qualche soluzione. Non possiamo accettare che il peso della crisi venga scaricato su di noi, sia perché non l’abbiamo provocato, né perché via abbiamo contrivuito” ha dichiarato Stefanović. Ha ricordato che la Serbia, forse già questa settimana, aspetta reazioni dall’UE, che si veda quale sia il piano per il futuro, “poichè evidentemente i nostri vicini, che non se la stanno cavando al meglio con la crisi dei migranti, decidono di costruire muri quando non possono aiutare.” Secondo quanto riportato dai media, il passaggio di frontiera Berkasovo-Bapska è restato chiuso nella giornata di ieri. A causa di ciò, i profughi sono entrati in Croazia senza l’autorizzazione della polizia. In reazione a ciò, il ministro degli interni croato Ranko Ostojić ha detto che coloro che entrano attraverso i campi rischiano di essere rimandati indietro in Serbia. Il ministro degli affari esteri Vesna Pusić ha detto che la Croazia potrebbe chiudere il confine e costruire un muro a causa dei profughi, anche se spera di non essere obbligata a prendere questa decisione.

La maggior parte dei profughi ha trascorso la notte tra lunedì e martedì all’aperto, cercando di scaldarsi come poteva con cartoni e coperte che avevano ricevuto all’ingresso in Serbia, mentre altri sono riusciti ad accendere un fuoco in prossimità del passaggio.

I rappresentanti del UNHCR e della Croce Rossa sostengono che sia stata “una notte di sofferenze”, per quanto tranquilla, mentre nuovi profughi continuano ad arrivare, poiché per Berkasovo passano gli autobus provenienti da Preševo.

(Blic, 20.10.2015.)

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