La Serbia non ha ancora imparato a spendere bene i soldi delle casse europee

Più di tre miliardi di euro sono stati versati in Serbia dal tesoro europeo negli ultimi 20 anni; con circa 200 milioni di euro all’anno, la Serbia è il maggior beneficiario dell’assistenza con i fondi IPA di preadesione nei Balcani occidentali. Tuttavia, non si spendono bene tutti quei soldi probabilmente a causa di procedure e scelte errate o inspiegabili fatte dalla leadership al potere.

Dalla ristrutturazione di ponti, ospedali, scuole, fortezze, ai vari corsi di formazione, ci sono migliaia di progetti per i quali, da quando la Serbia è entrata nel processo di integrazione europea, si stanno prelevando soldi dai fondi dell’Unione Europea. L’esperta Gordana Lazarević non ha alcun dubbio sul fatto che il denaro sia molto.

“Nel 2000 abbiamo avuto 64 giorni senza elettricità. Dal 2001, quando abbiamo stipulato accordi con l’UE sul rinnovo del sistema energetico e la ricostruzione delle centrali termiche, abbiamo ricostruito il sistema energetico dopo 15 anni di utilizzo ininterrotto, grazie a donazioni e prestiti della Banca europea per gli investimenti”, afferma Gordana Lazarević, consulente nel campo dell’integrazione europea.

Un’analisi della bilancia dei pagamenti della Banca nazionale serba mostra chiaramente che su circa 200 milioni di euro provenienti dai fondi IPA, la Serbia utilizza più del 90% di quei soldi, anche se ancora non tutti.

L’economista Goran Nikolic afferma che si tratta di somme di denaro relativamente piccole, cento volte inferiori alla spesa pubblica e non di grande importanza per la Serbia. “I fondi che non vanno al bilancio, i quali attraverso varie organizzazioni non governative spesso vanno ad alcune municipalità di confine per alcune piccole necessità di chi vive al confine, ad esempio, sono meno dell’1% della nostra spesa pubblica e 10 volte meno delle rimesse che riceviamo dall’estero”.

Mentre la Croazia ha prelevato circa 5.000 euro pro capite dalle casse europee negli ultimi 7 anni, i Paesi dei Balcani occidentali hanno preso a malapena circa 500 euro. Nel momento in cui si diventa membri, i soldi del Tesoro europeo che seguono aumentano almeno di 8 volte.

Non va dimenticato che l’accesso a maggiori fondi europei significa anche una quota associativa obbligatoria, l’1% del budget, ovvero circa mezzo miliardo di euro. Il costo è fisso, quindi tutti i fondi disponibili dovrebbero essere utilizzati in modo che lo Stato, come invece succede alla vicina Bulgaria, non sia in perdita.

https://www.rts.rs/page/stories/sr/story/13/ekonomija/4395204/srbija-jos-uvek-ne-potrosi-sav-novac-iz-evropske-kase.html

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