La Serbia non è più nella “lista grigia dei paradisi fiscali” d’Europa

Il Ministero delle finanze ha annunciato che la Serbia ha adempiuto ai suoi obblighi nel campo della cooperazione fiscale internazionale e della trasparenza nello scambio di informazioni fiscali, al fine di rispettare i principi di buona gestione fiscale dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e l’UE, e perciò è stata rimossa dall’elenco europeo delle giurisdizioni non cooperanti in materia fiscale (la “lista grigia dei paradisi fiscali”).

La spiegazione, pubblicata dal Consiglio dei ministri dell’UE, sulla base della valutazione e della raccomandazione dell’OCSE, afferma che la Serbia è stata rimossa dall’elenco e ricorda che a luglio 2019 il Paese ha firmato la Convenzione sulla cooperazione amministrativa multilaterale (MAC), che è stata successivamente confermata dal parlamento.

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L’OCSE e l’UE hanno affermato che la Serbia, insieme a numerosi altri Paesi, è ben avviata negli sforzi internazionali per combattere l’evasione fiscale.

“Questa notizia è la prova che stiamo rapidamente implementando le riforme e allineando il nostro sistema fiscale agli standard europei e mondiali. La forza del sistema fiscale di un Paese si riflette nell’adozione e nell’applicazione delle normative applicabili, in un sistema di supervisione e controllo ben consolidato e nella capacità di gestione dei rischi”, ha dichiarato il Ministro delle finanze serbo Sinisa Mali, sottolineando che il governo serbo ha attuato con successo i suoi impegni per migliorare il quadro fiscale e per velocizzare lo scambio di informazioni in accordo con gli standard internazionali.

Il Ministro ha sottolineato che questa è solo una parte del puzzle che dovrebbe portare alla completa conformità fiscale e all’integrazione nell’UE.

“Ciò elimina gli ostacoli fiscali alla libera circolazione delle merci e dei capitali, tutto allo scopo di migliorare il funzionamento del mercato. L’armonizzazione fiscale, ovvero la riduzione delle differenze tra i sistemi fiscali e lo scambio di informazioni tra le autorità fiscali, rende i sistemi fiscali più trasparenti”, ha affermato Mali, dicendo che questo è precisamente l’obiettivo di tale riforma.

L’elenco creato dall’UE contribuisce agli sforzi per prevenire l’evasione fiscale e promuovere principi di buon governo come la trasparenza fiscale, l’equa fiscalità o le norme internazionali contro l’erosione della base imponibile e lo spostamento degli utili. Nel dicembre 2017, l’UE ha stilato un elenco “nero” e “grigio” dei paradisi fiscali, dopo aver svelato le complesse manovre utilizzate da società e individui facoltosi per ridurre le passività fiscali.

Essere nella lista nera significa una cattiva reputazione per il Paese e controlli più rigorosi nelle transazioni con l’UE, si legge infine in una dichiarazione del Ministero delle finanze.

http://www.novimagazin.rs/vesti/ministarstvo-finansija-srbija-skunuta-sa-evropske-sive-liste-poreskih-oaza

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