La Serbia non accetta il Kosovo nelle Nazioni Unite

Nikolic: i negoziati con l’Unione Europea non dureranno indefinitamente

Nel suo intervento all’assemblea generale delle Nazioni Unite il presidente della Serbia Tomislav Nikolic ha dichiarato che gli accordi stipulati con la mediazione dell’Unione Europea hanno puntato a proteggere la comunità serba del Kosovo e Metohija e a offrire una vita normale a tutti gli abitanti della provincia ma che essi non implicano la disponibilità ad accettare l’ammissione del Kosovo come paese membro delle Nazioni Unite.

La Serbia si aspetta che non più tardi del gennaio 2014 inizino i negoziati per la sua adesione all’Unione Europea e ha espresso l’auspicio che i negoziati non durino “né a lungo né all’infinito”.

Nikolic ha rivolto un appello affinché il mandato della missione UNMIK in Kosovo rimanga inalterato, sia in termini di uomini coinvolti che di attività gestite. Nikolic ha anche affermato che la Serbia supporta la missione EULEX ma tale missione, all’interno del suo approccio neutrale, deve aiutare “la costruzione delle istituzioni democratiche della provincia, rispettare i diritti umani dei serbi e degli altri residenti non albanesi, perché sono minacciati i diritti basilari non solo dei serbi”.

Nikolic ha chiesto ai paesi membri delle Nazioni Unite di aiutare la Serbia ad arrivare alla verità in merito al sequestro e all’uccisione dei serbi i cui organi sono stati poi espiantati e venduti. “Il relatore speciale del Consiglio d’Europa, il senatore Dick Marty ha dimostrato, e l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ha confermato, che alcuni degli attuali leader albanesi del Kosovo e Metohija hanno organizzato il sequestro e la soppressione di serbi per procedere all’espianto dei loro organi da vendere”. “Non siamo stati nella possibilità di perseguire questi crimini che sono avvenuti tra la fine del secolo scorso e l’inizio del nuovo e che non si sono mai visti altrove nel mondo”, ha detto Nikolic, aggiungendo che le inchieste dovrebbero prevedere il coinvolgimento dell’ONU.

Nikolic ha attaccato il Tribunale Penale Internazionale dell’Aia, affermando che esso ha abusato del mandato ricevuto e ha fatto di tutto per compromettere il processo di rinconciliazione tra i paesi della ex Jugoslavia e che oggi è compromessa la stessa idea di diritto penale internazionale. Nikolic ha detto nel primo anno del suo mandato ha visitato quasi tutti i paesi confinanti e ha parlato con tutti i leader con l’intenzione di mandare il messaggio che la Serbia ha scelto la strada della cooperazione e di lavorare con i vicini per risolvere i problemi comuni.

“Vogliamo connetterci attraverso nuove strade, ferrovie e ponti, presentarci assieme sul mercato globale, metter ein rete le nostre risorse energetiche, proteggere l’ambiente, difenderci dalle catastrofi naturali, sviluppare progetti transfrontalieri, espandere la cooperazione in campo scientifico, tecnologico, culturale, educativo e sportivo”, ha detto Nikolic evidenziando che il suo paese resta impegnato alla Carta delle Nazioni Unite come anche agli obiettivi di sviluppo del Millennio e per quanto riguarda la partecipazioen dell’esercito e della polizia serbi in missioni di pace  nel mondo.  “In linea con la nostra politica basata sul consiglio di sicurezza dell’ONU promuoveremo anche la partecipazione delle donne nelle missioni di pace. Il nostro coinvolgimento nelle Nazioni Unite e negli altri organismi internazionali e un concreto contributo alla tutela della pace e della sicurezza nel mondo”.

Nikolic si è infine congratulato con il nuovo presidente dell’assemblea generale John Williams Asa e con il presidente uscente Vuk Jeremic affermando che ha onorato la Serbia con il suo lavoro basato sull’imparzialità e su una professionalità superiore, presidendo “in maniera inappuntabile” il consesso.

(RTV Pink, 26.09.2013)

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