La Serbia introdurrà una rete di colonnine per veicoli elettrici, idrogeno e gas

Nei prossimi anni, lungo la principale rete di trasporto in Serbia, dovrebbe esserci un numero sufficiente di punti in cui gli automobilisti potranno fare rifornimento di carburante.

Anche nel caso di veicoli alimentati a idrogeno, gas naturale o batterie. Non dovrebbe mancare la possibilità di ricarica nemmeno per navi, aerei e treni.

È attualmente in fase di elaborazione il disegno di legge sulla regolamentazione delle infrastrutture per i carburanti alternativi.

In Serbia 230 colonnine pubbliche

La consultazione pubblica è aperta fino al 25 giugno. Commenti, proposte e suggerimenti vengono raccolti dal Ministero delle Costruzioni, dei Trasporti e delle Infrastrutture.

Secondo gli ultimi dati, in Serbia è attualmente possibile ricaricare un’auto elettrica presso circa 230 colonnine pubbliche, a fronte di una domanda generata da circa 7.200 veicoli elettrici registrati nel Paese.

Cosa dovrebbe risolvere la legge

L’armonizzazione della normativa nazionale con quella europea è attesa da tempo. Il disegno di legge in preparazione dovrebbe risolvere questo aspetto, ma anche altri problemi legati allo sviluppo di queste infrastrutture.

Filip Mitrović, consulente per la mobilità elettrica, ne evidenzia due: le condizioni per l’installazione delle colonnine e le modalità di pagamento del servizio. “Ci sono molti problemi. Oggi, quando qualcuno vuole installare una stazione di ricarica, deve presentare una richiesta all’unità di autogoverno locale. Questa può richiedere un permesso di costruzione per la colonnina, il che non ha senso“, ha dichiarato a Forbes Serbia Filip Mitrović.

Egli sottolinea che la normativa europea sull’infrastruttura per i carburanti alternativi aiuta su due fronti: “Innanzitutto, la stazione non viene trattata come un edificio, quindi non è necessario un permesso di costruzione. In secondo luogo, e forse ancora più importante, viene introdotta una tariffazione equa della ricarica“, afferma Mitrović.

Come ottenere un prezzo equo

Mitrović aggiunge che, per quanto riguarda la tariffazione delle colonnine, la Serbia è piuttosto un caso unico in Europa. “Abbiamo un grande problema. In Serbia la ricarica viene addebitata in base al tempo trascorso alla colonnina. Chi guida veicoli elettrici sa che questo non ha senso. L’unica tariffazione equa è quella basata sui kilowattora consumati“, sostiene Mitrović.

Nel testo attuale del disegno di legge non è ancora definita in modo così preciso la tariffazione equa. È indicato che le tariffe devono essere “giustificate, facilmente e chiaramente confrontabili, trasparenti e non discriminatorie”. “Gli operatori dei punti di ricarica pubblicamente accessibili non possono, attraverso i prezzi applicati, discriminare tra utenti finali e fornitori di servizi di mobilità, né tra diversi fornitori di tali servizi. Il livello dei prezzi può variare solo se tale differenza è proporzionata e oggettivamente giustificata”, si legge nel disegno di legge.

Una stazione ogni 50.000 abitanti e ogni 60 km

Secondo il disegno di legge, ogni comune con 50.000 abitanti è obbligato a garantire l’installazione di almeno una stazione di ricarica per piccoli veicoli elettrici. Con un minimo di cinque punti di ricarica. Il termine è di due anni dall’entrata in vigore della legge. Se il sito si trova su un itinerario ciclabile internazionale, è obbligatoria almeno una stazione per la ricarica delle biciclette elettriche con almeno due punti di ricarica. Anche in questo caso, il termine è di due anni. Sulle strade statali che fanno parte della rete dei trasporti, le stazioni pubbliche di ricarica per veicoli leggeri saranno installate ogni 60 chilometri.

Valori minimi di potenza

Sono definiti i valori minimi di potenza che dovranno essere garantiti entro la fine di ogni anno a partire dal 2028. Per ogni veicolo elettrico leggero registrato a batteria, la potenza totale disponibile dovrà essere di almeno 1,3 kW. Per ogni veicolo ibrido leggero, la potenza totale dovrà essere di almeno 0,8 kW.

È inoltre regolata la distanza sulle strade statali per l’installazione delle colonnine per veicoli elettrici pesanti. Queste dovranno coprire almeno il 15% della lunghezza della rete stradale statale. Saranno installati punti di ricarica dedicati ai veicoli pesanti. Dovranno garantire una potenza complessiva di almeno 1.400 kW e almeno un punto di ricarica con potenza individuale di almeno 350 kW. Il termine è di cinque anni dall’adozione del documento di pianificazione.

Dove si ricarica l’idrogeno

L’ente gestore delle strade statali, così come i futuri investitori, dovranno prevedere anche le località per le stazioni di rifornimento a idrogeno. La distanza massima tra una stazione e l’altra è fissata a 200 km. Il termine è di sette anni dall’entrata in vigore della legge. “Entro dieci anni dall’adozione del documento di pianificazione di cui al paragrafo 1 del presente articolo, sulle strade statali che fanno parte della rete TEN-T indicativa di base dovranno essere installate stazioni pubbliche per il rifornimento a idrogeno con capacità di almeno 1 tonnellata al giorno e dotate di pompe a una pressione di 700 bar”, si legge nel disegno di legge. Per quanto riguarda le stazioni per il gas naturale liquefatto, queste saranno installate in base alle valutazioni del mercato.

Impianti anche nei porti e negli aeroporti

“L’autorità competente per la gestione dei porti, ovvero dei terminal passeggeri internazionali, è tenuta a garantire in tutti i porti delle vie navigabili interne della rete TEN-T di base almeno un impianto per l’alimentazione elettrica delle navi da navigazione interna da terra”, prevede il disegno di legge. Entro tre anni, anche gli aeroporti dovranno garantire l’alimentazione elettrica degli aeromobili a terra. In tutte le piazzole di parcheggio con collegamento elettrico utilizzate per il trasporto aereo pubblico durante l’imbarco e lo sbarco dei passeggeri. Fanno eccezione i casi di interventi di emergenza in cui l’alimentazione elettrica non è possibile. Il piano nazionale di politica definirà lo sviluppo delle tecnologie per i carburanti alternativi e dei sistemi di propulsione per le tratte ferroviarie non completamente elettrificabili. Le alternative includono treni a idrogeno o treni a batteria.

(eKapija, 10.06.2026)
https://www.ekapija.com/news/5572239/srbija-dobija-mrezu-punjaca-za-elektricna-vozila-vodonik-i-gas-lokacije-ce

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