La Serbia in fondo alla classifica sulla trasparenza delle misure anti-crisi

La Serbia è tra i Paesi che non hanno adottato pacchetti di misure economiche e fiscali urgenti relative alla pandemia da COVID19 in modo sufficientemente trasparente; lo mostrano i risultati del sondaggio International Budget Partnership (IBP) di Washington, trasmesso da “Transparentnost Srbija”.

Nessuno dei 120 Paesi osservati, secondo gli standard della metodologia IBP, ha mostrato “trasparenza essenziale” nell’adozione e nell’attuazione delle misure, e solo 4 nazioni si sono aperte adeguatamente al processo di bilancio (Australia, Norvegia, Perù e le Filippine); 29 Paesi hanno avuto alcuni elementi di apertura, mentre 56 Paesi, compresa la Serbia, hanno mostrato “trasparenza limitata”. Ben 31 Paesi hanno avuto “un’apertura minima” nella risposta di bilancio alla pandemia.

Uno studio sulla trasparenza delle misure di emergenza condotto dall’organizzazione IBP, ha rilevato che nel mondo sono diffuse numerose debolezze nella trasparenza e nel controllo delle misure di emergenza, che si stima abbiano raggiunto i 14.000 miliardi di dollari alla fine del 2020. L’organizzazione avverte che è fondamentale che i governi lavorino in modo responsabile e trasparente perché le enormi spese di bilancio per combattere gli effetti della pandemia hanno conseguenze a lungo termine per le loro finanze pubbliche e per i cittadini.

In Serbia, l’oggetto dell’analisi è stato un pacchetto di misure fiscali ed economiche adottate da marzo a settembre 2020. La valutazione della “trasparenza limitata” si riferisce all’adozione di misure, alla supervisione sulla loro attuazione e controllo, nonché alla spesa di denaro e monitoraggio degli effetti e dei risultati delle misure implementate.

La Serbia è stata giudicata male in termini di pubblicazione di informazioni sugli appalti pubblici, sui beneficiari degli aiuti e sull’effetto delle misure di attuazione, sulla partecipazione dei cittadini, nonché sul fatto che non sono state condotte revisioni straordinarie dei programmi di aiuto. Dall’altra parte, l’unica buona valutazione si riferisce alla pubblicazione dei dati macroeconomici e del budget nel suo complesso.

L’indagine IBP ha rilevato che più di 2/3 degli Stati non gestivano responsabilmente i propri pacchetti di assistenza di emergenza e che quasi la metà non ha condotto gli appalti pubblici in modo trasparente. Inoltre, in quasi la metà dei Paesi, i pacchetti di aiuti dovuti alla crisi non sono stati decisi dai parlamenti, ma solo dai governi. Solo 1/4 dei Paesi ha pubblicato rapporti sulla revisione delle misure adottate.

https://euractiv.rs/2-srbija-i-eu/158-saoptenja/16210-srbija-nisko-rangirana-po-transparentnosti-antikriznih-mera

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