La Serbia hub del gas russo?

In una recente intervista per il russo Sputnik il presidente serbo Aleksandar Vucic ha detto che Belgrado spera di ricevere il supporto della Russia per la costruzione di un gasdotto.

“Al confine con la Bulgaria dovremo costruire un gasdotto. Questo dobbiamo fare da soli o con l’aiuto russo. Dovremmo ricevere 9,8 miliardi di metri cubi del gas al confine, mentre le linee di gasdotto saranno dirette verso la Repubblica Srpska, la Bosnia Erzegovina, Pristina e la Croazia. La Serbia dovrebbe introdurre una tassa di transito”, ha detto Vucic.

Secondo Vucic, se un hub del gas fosse costruito in Bulgaria questo piano potrebbe essere realizzato. “Una volta costruito questo hub sulla strada verso Varna, il gas dovrebbe essere diretto verso Sofia e poi verso la Serbia”, ha detto Vucic.

Il presidente serbo ha aggiunto che se fosse realizzato, questo progetto potrebbe portare in Serbia un incasso di 114-171 milioni di dollari l’anno. Gli esperti dello Sputnik sono concordi che l’iniziativa sarebbe buona per la Serbia, in particolare per i redditi addizionali e per il nuovo impulso a favore di alcuni settori dell’industria.

“Penso che questo sarebbe molto utile per la Serbia, specialmente nel caso se Gazprom non firmasse un nuovo accordo con l’Ucraina nel 2029 e se rimanessimo senza il gas. In questo caso il gasdotto sarebbe l’unico modo per portare gas in Serbia”,  ha detto Vojislav Vuletic, il presidente dell’Associazione di gas della Serbia.

Secondo Vuletic, le spedizioni del gas naturale (LNG) prodotto negli Stati Uniti non potranno soddisfare le esigenze del mercato europeo.”Questa idea non andrà bene per l’Europa. Il governo tedesco lo capisce e per questo Berlino vuole che il progetto Nord Stream 2 venga realizzato. La Germania come un paese con una forte industria ha bisogno del gas”, ha concluso Vultetic.

A metà giugno la cancelliere tedesca Angela Merkel ha dichiarato che non c’è bisogno di un mandato separato della Commissione europea per negoziare il Nord Stream 2 con la Russia. La Commissione europea rimane politicamente contraria a questo progetto.

L’esperto Vojislav Vuletic ha aggiunto che la Serbia è in grado di costruire in due anni l’infrastruttura necessaria per il possibile progetto di gasdotto in Bulgaria, ma Belgrado vuole avere garanzie da Bruxelles.

L’economista Bozo Draskovic ha affermato che il settore dell’energia è innanzitutto una questione politica. Questo è stato il motivo per cui la Bulgaria sotto pressione ha abbandonato il progetto South Stream.

“Non è chiaro se la Bulgaria sarà in grado di proteggere i propri interessi economici, invece che proteggere gli interessi politici dei terzi. Ci sono alcuni rischi politici per il progetto di cui stiamo parliando. Naturalmente, questo gasdotto sarebbe molto importante per la Serbia. Prima, il gasdotto ridurrebbe i costi per il transito attraverso l’Ucraina e l’Ungheria e poi rafforzerebbe la posizione della Serbia come attore regionale”, ha detto Draskovic.

Secondo Sergej Pravosudov, il direttore dell’Istituto Nazionale per l’Energia, ci sono due scenari possibili per il gasdotto turco; attraverso la Grecia verso l’Italia oppure attraverso la Bulgaria verso la Serbia. “Al momento è difficile dire quale opzione è più probabile perché tutto dipende da Bruxelles. Il South Stream sarebbe un progetto molto utile per tutte le parti coinvolte, ma i funzionari politici dell’UE sono contrari. Proveranno a opporsi al gasdotto turco? Sì. Così, la Gazprom deciderà chi è più razionale – i politici greci e italiani o quelli bulgari e serbi “, ha detto Pravosudov.

Pravosudov ritiene che la Gazprom sia pronta a prendere in considerazione la possibilità di un gasdotto di transito dal confine serbo-bulgaro. Una azienda joint venture potrebbe essere costituita per realizzare questo progetto, come è già stato fatto per il South Stream.

(Sputniknews, 05.07.2017.)

https://sputniknews.com/business/201707051055236372-serbia-europe-gas-hub/

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