La Serbia ha dato alle aziende straniere lavori per circa 5 miliardi di euro

I progetti più grandi e costosi in Serbia vengono realizzati da società straniere e vengono accreditati dalle banche dei loro Paesi sulla base di accordi internazionali. Si tratta di miliardi di euro, quanto lo Stato ha preso in prestito per la costruzione di strade, ferrovie e altre infrastrutture, senza che venissero indette gare d’appalto per scegliere il miglior appaltatore e senza che nessuno avesse fatto ricerche di mercato per determinare il prezzo delle opere per le quali si richiede un prestito.

Ciò getta una grande ombra sul fatto che la Serbia sia un grande cantiere, poiché i cittadini dovranno rimborsare ogni anno i prestiti in corso, che ammontano a quasi 5 miliardi di euro solo per i dieci progetti più grandi.

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Per soli otto tratti di autostrade o superstrade, per una lunghezza complessiva di circa 330 chilometri, la Serbia ha chiesto un prestito di 2,42 miliardi di euro, mentre vengono annunciati nuovi lavori che si sa già in anticipo chi farà e quali banche concederanno i prestiti.

Così, per i progetti sulla ferrovia, in primis la costruzione di una ferrovia ad alta velocità da Belgrado a Budapest, per ora sono state concordate due tratte per un valore complessivo di 930 milioni di dollari.

Da Belgrado a Stara Pazova, sull’ammodernamento della ferrovia a quattro binari, due per treni passeggeri con velocità fino a 200 chilometri l’ora e due per il traffico merci con velocità fino a 120 chilometri, i lavori sono eseguiti dalle società cinesi “CRIC e CCCC” e finanziati dalla cinese “Exim Bank”, mentre per la parte da Stara Pazova a Novi Sad, i 40,4 chilometri del valore di 580 milioni di dollari sono coperti dalla compagnia statale russa “RZD International” e finanziati da un prestito russo.

Il Presidente serbo ha inoltre annunciato che affiderà ai cinesi la costruzione di una ferrovia a quattro binari da Novi Sad al confine con l’Ungheria, del valore di 1,2 miliardi di dollari, che sarà accreditata dalla “Exim Bank”.

Sulla ferrovia stanno lavorando anche le compagnie nazionali, la “Energoprojekt”, insieme alla francese “Colas” è impegnata nella costruzione del passaggio tecnico di Zemun del valore di circa 50 milioni di euro, e la ricostruzione della ferrovia Jajinci – Mala Krsna, che costa circa 30 milioni di euro verrà finanziata da un prestito della “BERS”.

La Serbia ha stipulato accordi con società straniere per circa 5 miliardi di euro. È interessante che su dei lavori finanziati dalla tesoreria statale siano ingaggiate anche società straniere.

Così, per un grande progetto edilizio, al momento circa 3.000 appartamenti destinati a guardie di sicurezza in sette città, finanziato dal budget statale con circa 100 milioni di euro, nei cantieri a Vranje e Nis sia impegnata la turca “Tasyapi”.

Tuttavia, dei costruttori locali sono rimasti, per esempio il “Millennium Group”, accusato anni fa della demolizione del quartiere Savamala, è impegnato in grandi progetti statali come la gassificazione e “Beograd na vodi”.

Sono inoltre in corso dei lavori sulle infrastrutture comunali in 14 città, dagli impianti di depurazione alle reti fognarie e di approvvigionamento idrico, accreditati dalla banca di sviluppo tedesca “KFW”; i lavori sono affidati principalmente ad aziende serbe, ad eccezione di tre progetti con altri consorzi che coinvolgono l’austriaca “Strabag”, la tedesca “Siemens” e la francese “Veolia”.

L’ex Ministro delle Costruzioni e professore in pensione, Dragoslav Šumarac, sostiene che un simile atteggiamento del governo nei confronti delle imprese nazionali ha distrutto l’operatività serba, che non si può considerare nemmeno più subappaltatrice nel proprio Paese ma solo un “terzo incomodo”.

Aggiunge che una tale politica edilizia distrugge anche la forza lavoro locale, che in un’azienda straniera, indipendentemente dalla posizione occupata, diventa schiava. Quando il lavoro è finito oltretutto rimane per strada, poiché la direzione straniera non la porterà di certo in Russia, Cina o America.

https://www.danas.rs/ekonomija/stranim-kompanijama-srbija-dala-poslove-vredne-oko-pet-milijardi-evra/

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