La Serbia e la Bosnia non parteciperanno alle riunioni del CEFTA a Pristina

La Serbia e la Bosnia non parteciperanno alle riunioni degli organismi operativi del CEFTA, che si terrà a Pristina il 20 e 21 novembre, ha affermato il Vice primo ministro serbo Rasim Ljajic.

I due paesi, come ha detto il inistro Ljajic, non parteciperanno nemeno alla riunione ministeriale durante la settimana del CEFTA, che si terrà sempre a Pristina il 3 dicembre.

Secondo le parole di Ljajic, questa è una conclusione congiunta derivata dalla sua conversazione telefonica con il ministro per il Commercio estero e le relazioni economiche della Bosnia, Mirko Sarovic.

“E’ inutile mettere la testa sotto la sabbia e comportarsi come se nulla fosse accaduto e che tutto sia normale, sappiamo tutti che l’introduzione della tassa del 10% sulle merci provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia è una delle più grande crisi dall’inizio del funzionamento dell’accordo CEFTA”, ha affermato Ljajic.

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Il Vice primo ministro ha sottolineato che l’obiettivo comune della Serbia e della Bosnia è che le misure imposte dalle istituzioni provvisorie di Pristina vengano ritirate e di avviare la discussione della creazione di uno spazio economico comune in questa parte dell’Europa.

Ljajic e Sarovic, all’inizio della prossima settimana, in una riunione a Sarajevo, stabiliranno una serie di attività congiunte da intraprendere tra i due paesi, al fine di abolire la tassa controversa introdotta dalle istituzioni kosovare.

L’ambasciatore degli Stati Uniti a Belgrado Kyle Scott, sulla decisione di Pristina di aumentare la tassa del 10% sulle merci importate dalla Serbia e dalla Bosnia, ha detto che si tratta di una chiara violazione del contratto CEFTA e ha sottolineato che non bisogna distogliere l’attenzione dal dialogo tra Belgrado e Pristina, riporta Tanjug.

“La posizione degli Stati Uniti è chiara: i dazi sulle importazioni sono una violazione dell’accordo CEFTA e mettono in pericolo la stabilità e la prosperità a lungo termine della regione. Non c’è bisogno distogliere l’attenzione dal dialogo”, l’ambascciatore americano ha scritto sul suo account Twitter.

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