La Serbia e il modello di Israele per sconfiggere il virus

In settimana sono stati aperti i giardini di caffè e ristoranti ed entro il fine settimana l’Unità di Crisi dovrebbe prendere una decisione sulla riapertura dei centri commerciali e sul ritorno a scuola degli studenti più grandi.

Secondo “Blic”, gli epidemiologi ritengono che l’apertura dell’economia dovrebbe essere graduale in base al numero di nuovi contagiati e rivaccinati e secondo il modello che arriva da Israele. Secondo le stime dovrebbero essere aperti prima i centri commerciali, che hanno la priorità, poi i ristoranti al coperto, mentre gli stadi e le sale cinematografiche aspetteranno l’immunità collettiva e l’aumento del numero dei rivaccinati.

La vita normale in Serbia non sarà possibile finché l’economia non sarà completamente aperta. Sebbene maschere e misure epidemiologiche continueranno a seguirci, ci stiamo avvicinando al momento in cui la nostra vita assomiglierà più o meno al tempo prima del virus.

Man mano che la curva epidemiologica si abbassa, aumentano le possibilità che le strutture di ristorazione prive di giardino inizino a funzionare, ma anche che teatri e cinema ricevano più spettatori.

“Noi, in termini di allentamento delle misure, siamo in una situazione in cui possiamo sopprimere il virus. Sarebbe tragico commettere un errore per impazienza. La situazione è ancora difficile e gli ospedali pieni. Il virus ci ha ingannati più volte, quando pensavamo che non avesse più forza per risalire”, ha detto Predrag Kon.

Teatri e cinema lavorano attualmente part-time e con capacità limitate a causa del rispetto delle misure epidemiologiche, mentre i palazzetti e gli stadi sono vuoti perché le partite si giocano senza la presenza del pubblico. Secondo il modello israeliano, le cose potrebbero cambiare presto.

A proposito, finora Israele ha vaccinato quasi due terzi della popolazione, più di 5,2 milioni di persone, di cui 4,8 sono state rivaccinate. Ciò ha permesso a questo Paese di ridurre il numero di pazienti da 10.000 al giorno a 300, 400. Ecco perché la vita in Israele è già come prima, scrive “Blic”.

Innanzitutto lì centri commerciali, negozi e musei sono aperti a tutti, nel rispetto delle misure epidemiologiche, mentre solo chi ha il cosiddetto passaporto verde può accedere a palestre, piscine, eventi sportivi e culturali.

Sono “privilegi” che vengono dati solo a coloro che sono stati rivaccinati o sono guariti dal virus. Poiché tale metodo ha dato risultati e ogni giorno viene registrato un numero decrescente di nuove persone infettate, le autorità hanno consentito a un numero maggiore di persone di partecipare a eventi sportivi e culturali, ovviamente se in possesso dei soliti passaporti verdi, e di andare ai matrimoni.

L’economia si è quasi completamente aperta e gli ospedali chiudono i loro reparti. Inoltre, nei giorni scorsi, da questo Paese sono arrivate foto e video di feste giovanili in bar e locali, che, ovviamente, vengono ancora una volta frequentati solo da chi ha il passaporto verde.

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