La Serbia è contro l’adesione del Kosovo all’Interpol

La Serbia ha preparato un’offensiva diplomatica per prevenire la possibile adesione del Kosovo all’Interpol, per cui diverse potenze mondiali stanno facendo pressioni. Inviate lettere ai membri.

Il Ministro degli Interni serbo Nebojsa Stefanovic ha spiegato che il Kosovo legalmente e formalmente non potrebbe nemmeno presentare la domanda di adesione all’Interpol, ma le pressioni dei paesi occidentali sono forti, e per questo la richiesta di adesione si troverà alla seguente sessione dell’Assemblea Generale della organizzazione mondiale della polizia.

Stefanovic ha detto per TV Pink che il KiM può già collaborare con l’Interpol perché fa parte della Serbia e come protettorato ha accesso a tutti i mandati attraverso l’ufficio dell’UNMIK.

Egli ha sottolineato che la Serbia cercherà di rimuovere questo punto dall’ordine del giorno dell’Assemblea generale dell’Interpol che si terrà negli Emirati Arabi Uniti, e se in questo non avrà successo, proverà a dimostrare che l’adesione del Kosovo non sarà affatto un fattore positivo per l’Interpol.

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“Le grandi potenze usano tutte le risorse possibili e fanno grandi pressioni ai rappresentanti dei paesi per farli votare pro adesione” (Kosovo), ha detto Stefanovic.

Il ministro ricorda che all’ultima sessione dell’Assemblea generale dell’Interpol, che si è svolta in Cina, non è stato dato alle autorità di Pristina l’opportunità di venire alla riunione e di mettere all’ordine del giorno la questione dell’appartenenza al Kosovo.

Il blocco di Pristina è stato argomento di conversazione anche all’incontro di lunedì della leadership serba con il capo dell’Interpol, Meng Hongwei, ricorda il giornale Novosti.

II capo dell’Interpol ha incontrato il presidente Aleksandar Vucic e il ministro degli Interni Nebojsa Stefanovic.

La domanda di adesione del Kosovo è inclusa nel progetto di ordine provvisorio dell’87a sessione dell’Assemblea generale dell’Interpol, che si terrà dal 18 al 21 novembre a Dubai. Tuttavia, questa non è una garanzia che gli stati voteranno sull’ammissione di Pristina, perché l’ordine del giorno definitivo dell’assemblea dovrà essere stabilito dal Comitato Esecutivo, presieduto da Hongwei, che viene dalla Cina. Gli altri 12 membri provengono dall’Algeria, dalla Corea, dalla Russia, dal Canada, dalla Francia, dal Belgio, dal Brasile, dall’America, dalla Moldavia, da Singapore, dal Sud Africa e dalla Nigeria, di cui la metà non riconosce il falso stato del Kosovo.

L’eventuale ammissione del Kosovo all’Interpol implicherebbe il pericolo di un mandato di arresto internazionale emesso contro un gran numero di poliziotti e soldati serbi che hanno partecipato alle operazioni antiterrorismo nel 1998 e nel 1999 sollevando i mandati internazionali alla Serbia per arrestare queste persone.

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