La Serbia cede 14 posti nell’Indice Mondiale della Libertà di Stampa

La Serbia ha perso 14 posizioni nell’Indice Mondiale della Libertà di Stampa per il 2019, dell’organizzazione Reporter senza frontiere, e si è classificata al 90° posto su 180, ha detto oggi l’organizzazione.

I giornalisti riferiscono che la Serbia, sotto la guida del presidente Aleksandar Vucic, in cinque è diventata un paese in cui il giornalismo non è una professione sicura o gode del sostegno delle autorità.

“Il numero di attacchi ai media è in aumento, comprese le minacce di morte, e le dichiarazioni incendiarie rivolte ai giornalisti provengono sempre più dai funzionari statali. Molti attacchi ai giornalisti non sono stati indagati, risolti o puniti, e le campagne diffamatorie e agressive che i media filo-governativi orchestrano contro i giornalisti investigativi sono in pieno svolgimento”, dice il rapporto.

Il rapporto ha rilevato l’attacco doloso alla casa del giornalista investigativo Milan Jovanovic in un sobborgo di Belgrado in seguito ai suoi rapporti sulla corruzione a livello locale.

I Reporter Senza Frontiere hanno dichiarato che “una manciata di coraggiosi giornalisti continua ad occuparsi di argomenti pericolosi come il crimine e la corruzione, ma i loro rapporti hanno un pubblico limitato a causa della concentrazione della proprietà sui media”.

“La collusione tra politici e media, le false notizie diffuse dal governo e la mancanza di pluralismo nei media stampati e trasmessi sono tutte fonti di grande preoccupazione”, dice il rapporto.

Il rapporto cita appunto il caso del giornalista Milan Jovanovic, la cui casa è stata bruciata a causa della sua denuncia sulla corruzione locale.

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