La Serbia ancora lontana dall’orario di lavoro flessibile

I datori di lavoro in Serbia non sono inclini all’introduzione di orari di lavoro più flessibili, mentre alcune ricerche mondiali  hanno indicato che questo modello, noto come “tempo-razionale”, ha un effetto positivo sulla motivazione dei dipendenti e anche a profitti aziendali,  significativamente più alti.

Questa tendenza è stata lanciata per la prima volta dai paesi scandinavi e succesivamente è stato adottato, diversi decenni fa, dagli Stati Uniti, da dove questa pratica si è diffusa in India, Spagna, Germania. I dati della Commissione nazionale spagnola per la razionalizzazione delle ore di lavoro (Comisión Nacional para la Racionalización Horarios de los Españoles), dimostrano che la produttività dei lavoratori è aumentata del 19% in aziende che promuovono la flessibilità, e intanto si sono ridotti anche i costi fissi della società.

Tuttavia, la maggior parte dei datori di lavoro in Serbia non sono disposti a introdurre un lavoro part-time e, se considerano questa opzione, si aspettano esenzioni fiscali ed economici. La legislazione serba afferma che è possibile ridistribuire l’orario di lavoro, ma entro le previste 40 ore di lavoro a settimana. In casi speciali quando si tratta di lavori difficili, il dipendente può lavorare 36 ore durante una settimana lavorativa.

L’Orario di lavoro flessibile, viene inteso come il diritto del lavoratore di scegliere quando lavorare, nel corso di una settimana o della giornata lavorativa, anche se certe leggi determinano un “core period” , ovvero giorno della settimana in cui i lavoratori devono lavorare, e  un “ flexi time “, cioè la restante di tempo in cui i dipendenti scelgono come lavorare per rispettare l’orario giornaliero, settimanale o mensile.

In Germania, ad esempio, sempre più aziende offrono la possibilità di orari di lavoro flessibili, e secondo alcuni dati del Ministero Federale dell’Economia, quattro su cinque aziende offrono modelli di lavoro con orari flessibili. Pertanto, si stima che ai dipendenti venga offerta la possibilità di armonizzare i propri obblighi familiari e l’orario di lavoro con le esigenze dell’impresa. Le aziende ottengono così lavoratori più soddisfatti, che sono poi più coinvolti nel business, questo in definitiva influenza il profitto dell’azienda. Grandi multinazionali come Bosch, BASF o Volkswagen attirano da anni la forza lavoro professionale offrendo vantaggi speciali per l’orario di lavoro. Questa pratica, secondo alcuni studi, ha anche lati negativi, in particolare per i dipendenti, perché, in qualche modo, i confini tra lavoro e vita privata si sfumano, e questo i sociologi e gli psicologi considerano come un fenomeno negativo.

L’originaria idea delle “tre otto”: otto ore di lavoro, otto ore di riposo e otto ore di sonno, è stata abbandonata dall’economia moderna, e le aziende che non hanno pienamente accettato “il modello di lavoro occidentale” con fatica si adattano anche al “part-time”.

(https://www.ekapija.com/news/2083818/fleksibilno-radno-vreme-jos-daleko-od-srbije-poslodavci-za-uvodjenje-ocekuju-poreske )

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