La proposta del Consiglio fiscale sulle misure per ridurre la povertà

Il Consiglio fiscale ha proposto, nell’ambito delle misure per ridurre la povertà, un modo progressivo di tassare i salari, in modo che coloro che guadagnano di più paghino tasse più elevate. Non solo, la proposta è anche che il minimo non imponibile venga raddoppiato a 40.000 dinari e che i dipendenti, per ogni componente del nucleo familiare a carico, abbiano diritto a un importo non imponibile di 20.000 dinari.

Con un semplice calcolo si arriva a un risparmio annuo di circa 200 euro, ovvero quanto un lavoratore con il salario minimo costerebbe di meno al datore di lavoro nell’anno 2023. Alcuni valutano positivamente questa proposta del Consiglio, ma segnalano possibili “insidie” nella sua applicazione pratica.

Raddoppiare l’esenzione minima a 40.000 dinari, introdurre un’esenzione fiscale di 20.000 dinari per ogni familiare a carico e aumentare l’aliquota dell’imposta sul salario dal 10 al 15 per cento è l’essenza della riforma sistemica dell’imposta sul reddito delle persone fisiche proposta dal Consiglio Fiscale. Secondo Nikola Altiparmakov, membro dello stesso organo, il nuovo modo di tassare i salari alleggerirebbe oltre l’80% delle famiglie della classe media e con i redditi più bassi, mentre il restante 20% delle famiglie con il reddito più alto avrebbe un aumento minimo.

Bojan Stanić, vicedirettore del Dipartimento per l’analisi strategica della Camera di commercio serba (PKS), fa notare che la Camera sostiene da anni la riduzione del carico fiscale sui datori di lavoro, a scalare dal 63 al 46 per cento. Srđan Drobnjaković, direttore dell’Unione dei datori di lavoro della Serbia, valuta buona la proposta del Consiglio, anche se avverte di essere preoccupato per la sua attuazione pratica.

Da come è stato presentato, la parte non imponibile dello stipendio sarebbe, invece degli attuali 19.300 dinari, aumentata a 40.000, quanto è il salario minimo annunciato. Il portale “N1” ha calcolato quanto sgravio fiscale e contributivo significherebbe per i lavoratori.

Su uno stipendio netto di 40.000 dinari, il risparmio mensile sarebbe di 2.417 dinari: ecco quanto costerebbe meno un lavoratore a salario minimo al suo datore di lavoro se si applicasse il nuovo calcolo proposto dal Consiglio Fiscale. Per un anno sono 29.004 dinari, o 247 euro secondo il tasso di cambio medio della Banca nazionale serba.

Metà dei lavoratori in Serbia lavorano per uno stipendio che non supera i 56.000 dinari. Per loro, la riduzione mensile ammonterebbe a 381 dinari al mese, ovvero 4.572 dinari all’anno.

I dipendenti che guadagnano 120.000 dinari al mese, pagherebbero 7.764 dinari in più in tasse e contributi, mentre quelli che guadagnano 240.000 dinari, pagherebbero 23.035 dinari in più.

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