Analizziamo l’attuale momento della pallanuoto serba…
Mai più difficile, mai peggiore, mai più incerto… E tutto questo all’interno di un’organizzazione ricca di trofei (la Federazione Pallanuoto della Serbia – VSS) la cui nazionale è campione olimpica in carica e, da tre mesi, anche campione d’Europa in carica.
Sono proprio questi risultati straordinari – e la valutazione del nuovo presidente Slobodan Soro sul modo in cui sono stati ottenuti (sostenendo che fossero soltanto un momento di ispirazione e non il riflesso di una reale qualità) – ad aver innescato una crisi senza precedenti nella storia dello sport serbo.
I giocatori della nazionale hanno alzato la voce. Undici dei quindici membri della squadra (il capitano Nikola Jakšić, Radoslav Filipović, Dušan Mandić, Strahinja Rašović, Sava Ranđelović, Đorđe Lazić, Radomir Drašović, Nemanja Vico, Nikola Dedović, Petar Jakšić e Viktor Rašović) hanno firmato una dichiarazione ufficiale affermando che non giocheranno per la nazionale finché Slobodan Soro resterà alla guida della federazione.
La dichiarazione non è stata firmata da Miloš Ćuk, Vasilije Martinović, Milan Glušac e Nikola Lukić – membri del Novi Beograd, il cui presidente è proprio Soro, mentre l’uomo che realmente decide tutto è Aleksandar Šapić. Se avessero firmato, a differenza degli altri giocatori, avrebbero potuto ritrovarsi senza club e senza nazionale. E siamo certi che le dichiarazioni del presidente su Parigi e Belgrado non li abbiano resi particolarmente felici.
Un conflitto di lunga data
L’ammutinamento a bordo di questa nave piena di trofei è stato preceduto dalle dimissioni dell’artefice di questi successi, il commissario tecnico Uroš Stevanović. Ufficialmente, il motivo della sua partenza sarebbe stato rappresentato da divergenze di vedute sul futuro della pallanuoto serba.
L’ormai ex allenatore non voleva essere costretto a scegliere tra la nazionale e il suo club, né accettare l’idea che i suoi risultati fossero casuali.
Dietro tutto questo si cela una lunga storia di conflitti – sia tra la Federazione Pallanuoto della Serbia e il Novi Beograd (leggasi: Viktor Jelenić e Aleksandar Šapić), sia tra la dirigenza della nazionale e quella ufficiale del club.
Nella propria politica del personale, il Novi Beograd ha preso alcune decisioni dure e infelici nei confronti dei suoi migliori giocatori. Durante la stagione 2022/2023, a Dušan Mandić fu vietato allenarsi a metà campionato, mentre Nikola Jakšić, verso la fine della stessa stagione, fu informato che avrebbe potuto lasciare il club soltanto dietro un ingente indennizzo; in caso contrario sarebbe rimasto in tribuna.
All’epoca, l’allora allenatore Živko Gocić e l’allora direttore Soro non avrebbero potuto agire così senza l’approvazione – forse persino su suggerimento diretto – di Šapić.
Tutto questo influenzò il lavoro della nazionale. Né Stevanović, né Mandić e Jakšić lo dimenticarono. Basta ricordare il celebre episodio all’Assemblea cittadina, quando Mandić passò accanto a Šapić senza stringergli la mano, lasciandolo con la mano sospesa nel vuoto.
Mandić ha rilanciato la propria carriera al Ferencváros, mentre Jakšić è poi passato al Radnički.
Oggi, dunque, la Federazione Pallanuoto ha un presidente. Soro è stato eletto all’unanimità (con la sola astensione della Crvena Zvezda) nella ormai famigerata assemblea di aprile a Belgrado.
La riunione è durata 35 minuti. Per accordo preventivo, non c’è stata alcuna discussione – nemmeno un dibattito sui numerosi problemi che affliggono la pallanuoto serba (piscine, finanze, chiusura dei club, scomparsa della pallanuoto femminile e altro ancora).
Questo, di per sé, dice molto sulla spina dorsale di coloro che hanno votato e che, con il loro silenzio, si sono assunti direttamente una parte della responsabilità per tutto ciò che sta accadendo ora.
I “like” dei personaggi famosi
Le dichiarazioni di Soro hanno provocato reazioni non solo da parte dell’allenatore e dei giocatori, ma anche di una larga parte dell’opinione pubblica, che si è schierata dalla parte dei campioni.
Per il momento il presidente ha scelto di restare in silenzio, ma sicuramente sta cercando una soluzione insieme a Šapić e, molto probabilmente, con figure influenti dell’SNS.
Attualmente non si intravedono soluzioni a livello dirigenziale. I nomi del nuovo commissario tecnico e del segretario generale restano sconosciuti.
Non si tratta di uno scontro tra governo e opposizione – è esclusivamente un problema del potere al governo, un problema che può essere interpretato anche in chiave politica.
Qualcuno pagherà certamente le conseguenze, perché tutto ciò che è stato fatto prima e dopo il 29 aprile e l’assemblea elettiva della federazione è stato gestito in modo dilettantesco.
Invece di aspettare prima di fare dichiarazioni così forti, invece di riservarle a un incontro lontano dagli occhi del pubblico, invece di permettere ai nuovi organi federali di discuterne per primi (anche se probabilmente poco sarebbe cambiato), Soro ha sparato subito.
E ha chiaramente mancato il bersaglio.
Se le dimissioni dell’allenatore potevano essere previste (anche se forse non così rapidamente), la reazione dei giocatori è arrivata come un contrattacco sorprendentemente duro.
E poiché un gran numero di nomi famosi continua ad apparire tra i “like” sui social network – cosa a cui l’SNS presta molta attenzione – la situazione per l’attuale dirigenza della pallanuoto sta diventando ancora più complicata.
Cosa succederà ora?
E adesso? Soro probabilmente eviterà apparizioni pubbliche per un certo periodo, e la vera domanda è quanto sia solida la sua posizione.
È del tutto possibile che venga costretto a dimettersi per mantenere la “pace in casa”, con l’SNS che potrebbe nominare qualcuno esterno al mondo della pallanuoto per cercare una soluzione. In questo Paese tutto è possibile.
L’unica certezza è che il 16 maggio inizierà la finale del campionato serbo tra Radnički e Novi Beograd.
Da una parte c’è Uroš Stevanović, dall’altra Aleksandar Šapić.
Il trofeo e le medaglie dovrebbero essere consegnati dal presidente della federazione, Slobodan Soro.
Sarà interessante – soprattutto se il titolo finirà a Kragujevac.
Nessuno può essere soddisfatto della situazione attuale. Anche la precedente dirigenza della pallanuoto porta una grande responsabilità, e questo non deve essere dimenticato. Si sono adagiati sugli allori e si sono allontanati dalla realtà.
È un clima freddo per uno sport che dà il meglio di sé quando si gioca d’estate.
Le onde si infrangono con tutta la loro forza contro questa nave della pallanuoto decorata di trofei. Resta da vedere se ci sarà abbastanza forza per evitare l’iceberg – e scongiurare un destino simile a quello del Titanic.
(Radar, 08.05.2026)
https://radar.nova.rs/drustvo/vaterpolo-zrtva-rezimskog-obracuna/
