La neutralità militare non sarà più stabilita dalla Costituzione

E’ assurdo che il concetto di neutralità militare venga incorporato nella Costituzione serba. La neutralità militare e ogni altra neutralità non è solo una decisione dello Stato, si devono tener conto anche le circostanze sulla scena internazionale.

Questo riportano alcune fonti del governo per  il giornale “Danas” commentato la conclusione dell’incontro recentemente tenuto sulla nuova strategia della NATO secondo cui la costituzione dovrebbe includere la neutralità militare come categoria permanente, seguendo l’esempio dell’Austria e, successivamente, richiedere la sua verifica internazionale da parte delle Nazioni Unite.

Alcuni interlocutori del giornale Danas, sottolineano che la “neutralità militare è l’attuale scelta della Serbia”, ma non escludono la possibilità che il Paese cambi il suo atteggiamento e aderisca alla NATO. “Tenendo conto che la situazione sulla scena internazionale è traballante, è quasi del tutto da escludere che il concetto di neutralità venga incluso nella Costituzione come parte dei cambiamenti annunciati al più alto atto legale. A questo punto sembra più realistico che la Serbia entri a far parte dell’Alleanza, ma chissà cosa succederà nei prossimi anni”, dichiarano le nostre fonti.

D’altra parte, Sandra Raskovic-Ivic, Vice Presidente del Partito Popolare, ha riferito per Danas che il concetto di neutralità militare dovrebbe essere definito dalla Costituzione. “Una maggioranza parlamentare può dichiarare la neutralità e qualche altra maggioranza può rovesciarla. Questo è il motivo per cui la neutralità militare deve essere definita più seriamente”, dichiara la Vice Presidente del Partito Popolare.

Il Presidente del Partito Democratico della Serbia, Milos Jovanovic dice che “lo status della Serbia come un Paese militare neutrale istituito dalla risoluzione dell’Assemblea Nazionale nel 2007, con un atto con la quale la volontà della maggioranza parlamentare può essere facilmente modificato e quindi il Partito democratico di Serbia ritiene che sia necessario incorporare la neutralità militare nel ordinamento giuridico della Serbia”.

“A tal fine il DSS (partito democratico di Serbia)  ha presentato un anno fa, il progetto di legge all’Assemblea Nazionale sulla neutralità militare della Serbia, che non è all’ordine del giorno, il che solleva preoccupazioni circa la sincerità dei partiti di governo quando si tratta del loro impegno a rispettare la neutralità militare della Serbia. Anche se la neutralità può essere stabilita più saldamente dalla Costituzione, riteniamo che sia sufficiente emanare una legge sistematica e lanciare una campagna diplomatica per far sì che le alte potenze amichevoli della Serbia riconoscano la sua neutralità militare e quindi proteggano in caso di minacce, ha detto Jovanovic.

Sasa Jankovic, leader del Movimento di cittadini liberi, dichiara per il Danas: “Non penso che la Costituzione dovrebbe vietare alla nostra nazione di decidere sulla neutralità militare, ma piuttosto dargli il diritto di decidere sulla questione attraverso un referendum, e dopo cuna seria analisi sono stati presi in considerazione argomenti conflittuali negli ambienti pubblici e professionali. Questo non significa che io sia a priori per aderire a qualsiasi alleanza militare “.

Igor Novakovic, direttore della ricerca presso il Fondo ISAC, sottolinea che “alla Costituzione si può aggiungere qualsiasi modifica, se però si rispetta la procedura pertinente, ma la vera questione qui è che cosa significa neutralità, o che tipo di politica comporta? “.

“Nel nostro caso, neutralità significa non solo “no alla NATO “, come è attualmente definito. Questo status significa che nessuno è autorizzato a far entrare la Serbia nella NATO sotto gli ochi dei cittadini serbi, anche se è abbastanza chiaro che tale scenario è impossibile. D’altro canto, la neutralità è una strategia politica esterna che si riferisce a casi di attacco diretto da parte di un altro Stato. Le sfide per la sicurezza che la Serbia affronta sono diverse, principalmente asimmetriche, come ad esempio la migrazione. E questo è risolto attraverso la cooperazione con i nostri vicini e i partner più vicini “, afferma Novakovic.

Novakovic osserva inoltre che la neutralità implica che il paese non abbia più la possibilità di essere facilmente coinvolto in un futuro conflitto, mentre la Serbia è garante dell’accordo di Dayton, che di per sé comporta garanzie certe per la situazione in Bosnia ed Erzegovina. “Quindi, il paese può essere neutrale solo se non ci sono prospettive che possa essere facilmente inserito in un conflitto futuro. Qualsiasi tipo di garanzia, come l’Accordo di Dayton, non è compatibile con lo stato di neutralità “, conclude Novakovic.

Il messaggio di Vucic

Durante un recente incontro con l’ambasciatore degli Stati Uniti, Kyle Scott, il Presidente della Serbia, Aleksandar Vucic, ha affermato che “la Serbia protegge fortemente la sua neutralità” e che “il nostro Paese vuole parlare con tutti e avere relazioni amichevoli”.

(https://www.danas.rs/politika/vojna-neutralnost-nece-biti-u-ustavu-srbije/)

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