La morte di Sergio Marchionne influenzerà le operazioni della Fiat in Serbia?

Le linee di produzione sono state avviate nella fabbrica Fiat – Chrysler Serbia, dove sono stati prodotti circa 35.000 veicoli nei sette mesi precedenti.

Ma ciò che segnerà quest’anno, è sicuramente la notizia che il capo perenne della Fiat – Chrysler Serbia, Sergio Marchionne, è deceduto improvvisamente il 25 luglio, riporta il giornale “Danas”.

Pochi giorni fa è stato annunciato che il Consiglio d’Amministrazione FCA del gruppo Marchionne ha respinto il direttore esecutivo e che al suo posto ha nominato l’americano Michael Manley, direttore della società Jeep, che ha raggiunto un successo significativo nella produzione, promozione e vendita di quel marchio Chrysler. 

Quello che, comunque da nell’occhio è che la morte di Sergio Marchionne in Serbia è stata accompagnata da un totale silenzio mediatico. Non ci sono state dichiarazioni da parte del governo, nonostante esso fosse partner del gruppo FCA, e avesse una quota del 33%.

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La sorpresa è maggiore, soprattutto tra gli esperti, in quanto si sa’ che grazie a Marchionne, nel 2008, la Fiat è tornata a Kragujevac e che grazie a lui dalle fondamenta della ex fabbrica di automobili Zastava, fosse costruita una delle fabbriche più moderni per la produzione di veicoli con valore di circa 1,5 miliardi di dollari. Va ricordato che la Fiat dal 2004, quando Marchionne ha preso il potere in azienda, ha iniziato a registrare una rapida crescita dell’impiego delle loro auto sul mercato europeo. Le vendite nel periodo dal 2004 al 2007 sono aumeentate da 600.000 a più di 900.000 automobili.

Ecco perché la direzione dell’azienda italiana ha deciso di espandere le capacità produttive nei paesi dell’Europa orientale, in cui i costi di produzione sono inferiori. All’inizio del 2008, Fiat stava negoziando la costruzione di un nuovo stabilimento con i governi in Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia e Russia. Ma nei primi mesi del 2008, la Serbia ratificò l’Accordo di stabilizzazione e associazione con l’Unione europea, creando così condizioni per l’esportazione duty-free di prodotti dalla Serbia al mercato dell’UE.

A quel tempo, i capi della Fiat si resero conto che a Kragujevac avevano una fabbrica costruita anche con i loro soldi (con un prestito di 30 milioni di dollari, all’inizio degli anni ’60, fu costruita la fabbrica di automobili). E così iniziò la rinascita dell’industria automobilistica serba…..Il resto è storia.

http://novaekonomija.rs/vesti/vesti-iz-zemlje/da-li-%C4%87e-odlazak-ser%C4%91a-markionea-uticati-na-rad-fiata-u-srbiji

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