“Usare l’arte non per fare spettacolo, ma per creare momenti di benessere”: il circo sociale di Elio Fabbri in Serbia da fine settembre

Di Marija Marić

Elio Fabbri, educatore sociale e artista circense, da cinque anni segue il sogno che coltivava fin da bambino – viaggia in Europa a bordo del suo camper, dove svolge progetti educativi e artistici rivolti a persone di tutte le età.

Tra una settimana inizierà la sua “Missione di felicità”, un viaggio attraverso la Romania, la Bulgaria e i Balcani occidentali, durante il quale porterà i suoi progetti di circo e teatro sociale, con l’obiettivo di creare spazi di gioco, libertà ed espressione e di favorire il benessere e le relazioni tra i bambini. La scelta dei Balcani non è casuale: Elio ha sempre avuto una particolare fascinazione per questa parte d’Europa, anche grazie alla musica di Bregović e ai film di Kusturica, che lo hanno accompagnato fin dall’adolescenza.

Grazie al supporto di eastCOM Consulting, la Serbia sarà una delle tappe della sua “Missione di felicità”, con tre progetti in programma: due a Belgrado, il 29 settembre presso la Scuola elementare Sutjeska di Zemun e il 30 settembre presso la Scuola elementare Branko Pešić di Zemun in collaobrazione con Music Art Project, e uno a Užice, il 3 ottobre, in collaborazione con Teatar 031.

Elio Fabbri / Der Postman

Elio Fabbri , “Der Postman” Show

Il viaggio è reso possibile esclusivamente grazie alle donazioni di associazioni, amici e conoscenti, mentre la sua “Missione di felicità” nasce da una convinzione che va oltre gli aspetti materiali; Come Elio stesso racconta: “Quando la felicità è condivisa, è più completa, è più piena, è più energetica”.

Vuoi sostenere la “Missione di felicità”? Puoi contribuire cliccando sul link.

Come è nata l’idea di creare il circo sociale e il teatro sociale, da quanto tempo esiste e con quale obiettivo?

L’idea nasce da un’esigenza sociale precisa: usare l’arte non per fare spettacolo, ma per creare momenti di benessere, inclusione e trasformazione comunitaria. Si inizia a manifestare all’inizio dello scorso secolo. Mezzo di arte per trascendere repressione ed esprimersi liberamente.

Come nascono e come vengono pensati i contenuti dei tuoi spettacoli?

Gli spettacoli clown che svolgo nascono dalla sperimentazione pratica, provando e riprovando, attraverso il gioco. La storia si sviluppa nel farsi. Prende poi forma la storia e il personaggio.

A quali fasce d’età e a quali bambini sono principalmente rivolti?

I progetti che svolgo si adattano a tutte le fasce d’età e tutte le persone. E’ un adattarsi in base alla situazione che si incontra e manifesta. Tutti quanti hanno diritto e possibilità se permessa di esprimersi.

Hai organizzato tutto il viaggio in camper, che ormai consideri la tua casa. Quanto è impegnativo vivere in questo modo e come finanzi i tuoi viaggi e i tuoi progetti?

Fin da quando ho 10 anni, un mio sogno era di girare l’Europa in camper portando il circo. A 29 anni mi licenziai dai progetti che svolgevo a Bologna in Italia, come educatore sociale e seguii il mio sogno. Ora sono passati circa 5 anni.
E’ costantemente un’avventura vivere in camper, dormire in luoghi diversi, tra natura e città, incontrare nuove realtà dove svolgere progetti educativi e artistici, conoscere nuove culture ed imparare usanze e lingue nuove, mi stimola molto e mi mette costantemente alla prova.

Alcuni progetti stabili in Svizzera e in Italia mi danno la stabilità necessaria. Durante l’estate organizzo come responsabile da 3 anni colonie con il WWF Svizzera e campi estivi in Italia per bambini e ragazzini.
Per il progetto/viaggio Missione di felicità, grazie a contributi delle associazioni private e amici e conoscenti che sostengono tramite una raccolta fondi go.fundme il progetto, permettono di pagare le spese di viaggio, diesel, caselli autostradali ecc. Il Progetto poi di per sé è su base volontaria.

In questi anni avrai sicuramente vissuto tante situazioni particolari lavorando con i bambini. C’è qualche aneddoto che ricordi con particolare piacere e che vorresti raccontarci?

Uno dei più bei feedback che ho ricevuto è stato lo scorso inverno a Bellinzona, in Svizzera. Durante la metà di un laboratorio di circo sociale, una bimba mi chiede se possiamo giocare a fare le scoregge.. scoppiai a ridere! Potete immaginare che il gioco non lo abbiamo fatto. Ma questo per dire, dal mio punto di vista, che uno degli obiettivi era raggiunto. La bimba si sentiva talmente libera e di potersi esprimere che mi chiese di scoreggiare. Quale miglior successo!

Elio Fabbri a Stara Zagora, Bulgaria

La prima volta che andai in Bulgaria invece, qualche anno fa, feci un progetto di qualche giornata con bambini e ragazzini rom. Inizialmente erano così tosti e duri, provocavano, erano aggressivi. Ma dopo poco si sono rivelati pieni di amore, così dolci e amorevoli. E con così poco stavano al gioco e si divertivano. Quando si ha meno, in qualche modo si ha di più.. si ha più creatività e felicità.

Alcuni popoli molto ricchi di cose materiali, vanno molto in crisi per piccole cose. Popoli che materialmente hanno meno, diventano più creativi e si adattano di più alle difficoltà riuscendone ad uscirne con un sorriso.Questo è il mio punto di vista. Spesso in Europa centrale, dove materialmente si ha di più, i partecipanti sono annoiati e noiosi, non stanno al gioco, ci sono spesso lamentele e lagne, si lasciano poco andare. Chiaro che non tutti i contesti sono così. Ma credo veramente che quando si ha meno materialmente, si ha di più. L’essere umano si adatta e si rafforza alle sfide e si diventa più creativi.

La “Missione di felicità” attraverso i Balcani

“Missione di felicità” è l’espressione con cui descrivi il tuo viaggio attraverso la Romania, la Bulgaria e i Balcani. Che cos’è per te la felicità e in che modo cerchi di trasmettere questa idea ai bambini?

Elio Fabbri con i bambini durante il suo show

E’ qualcosa che mi si conferma sempre di più. Quando la felicità è condivisa, è più completa, è più piena, è più energetica.
Sento che quando in un gruppo le persone se ne vanno o durante il laboratorio, ridono, scherzano, parlano con gioia; mi riempie di felicità! Ed è una cosa impagabile che tutto l’oro del mondo non compensa questa sensazione, che è uno stato interiore, una sensazione interiore così forte che gli occhi si riempono di lacrime, è impagabile!
E’ qualcosa che ad un livello di materia non si vede ma lo si sente dentro. Ed è questo il punto, secondo me.

Nei progetti che svolgo, e negli anni sono stato a contatto con persone di tutte le età. La felicità la trasmetto attraverso il gioco, che è la base della vita.
La cosa più importante per un piccolo essere umano, è giocare. Ed è uguale per il regno animale, il quale si avvicina di più al mondo degli esseri umani. Se osserviamo due gattini cuccioli, la loro priorità sarà il gioco, mangiare, dormire e fare i propri bisogni.
Poi cresciamo e scordiamo questo lato, perché abbiamo delle responsabilità di lavoro giustamente, responsabilità di famiglia, di guadagnare sufficientemente per stare nella società, abbiamo accumulato tutti quanti delle ferite, ferite interiori che ci fanno vivere degli schemi di dolore.. e il gioco fantastico della vita che con tanta meraviglia da bambini vivevamo, svanisce. Ci sentiamo sbagliati, non corretti…ah quanta pesantezza che ci fa bloccare!
Quindi tornare a quello stato spontaneo di gioco, di espressione, senza giudizio, di fare qualcosa perché lo sentiamo dalla pancia, questo per me è l’obiettivo. Ridere assieme. Ridere con te, non di te. C’è una grande differenza!

L’esempio che do durante i laboratori è quello di lasciarmi andare ed essere convinto di quello che faccio.
Sicuramente uno dei punti focali, è quello di stare in gruppo e condividere tutti insieme lo stato di felicità reciproca.

Perché hai scelto i Balcani?

Anni fa, con una ex compagna feci un viaggio nei Balcani e ne rimasi affascinato.
Sono sempre stato dell’idea di viaggiare via terra, perché in volo si crea uno sbalzo di culture pazzesche. Andare via terra o in volo dall’Europa centrale all’India, è tanta la differenza! Ho sempre trovato stimolante i racconti di viaggiatori che svolgevano progetti umanitari in Asia, sud America, Africa ecc ma mi dicevo poi sempre che il bisogno è anche qua in Europa, dove sono cresciuto.
Ho trovato alcune zone dell’est Europa e dei Balcani: Europa che non è Europa!
Poi il mio sguardo è da europeo centrale, cresciuto a Bologna, in nord Italia, certamente!
Ma vedere e vivere situazioni dove ancora adesso nel 2026 i bambini in Europa hanno mani sporche nere, vestiti usurati, crescono tra violenze e immondizia o bambini che nascono con disabilità fisica o mentale e che vengono abbandonati in ospedali e rifiutati e ne passano tutta la loro vita lì.. Non è giusto! Qualcosa non va nella società che ci hanno venduto..
Che unione è questa Europa.. Europa che non è Europa..

Circo Sociale di Elio Fabbri

Ho scelto i Balcani anche perché sin da adolescente avevo amicizie di origine rom, ero affascinato dai suoni e musiche di trombe stile Bregovic e sono un grande fan dei film di Kusturica che seguo!
E sento il bisogno appunto di partire da dove siamo, senza andare dall’altra parte del mondo per portare dei sorrisi. E’ un allenamento quotidiano, dovunque io sia.
Stesso nel sud Italia che è molto diverso da nord Italia, vorrei andare a portare dei progetti di missione di felicità in futuro.

Potresti raccontarci brevemente in cosa consisteranno gli spettacoli che hai programmato per la Serbia?

Si trattano di progetti espressivi artistici sulla base del circo e teatro sociale, dove l’obiettivo non è tecnico e virtuoso ma piuttosto creare uno stato, attraverso il cerchio, di benessere, gioco e libertà collettiva. Dove confrontarsi, giocare e divertirci, prendo un momento di stop dalla vita quotidiana.

Che cosa vorresti che i bambini e il pubblico in Serbia portassero con sé dopo aver assistito a un tuo spettacolo?

Se anche solo una minuscola briciola di speranza e felicità risplenderà negli occhi dei partecipanti, tornerò con più gioia e ricorderò con calore quei momenti.
Infondere speranza di un futuro gioioso, dove si creino connessioni tra essere umani. Questo è quello che voglio. Portare dei piccoli semi di speranza, poi ognuno di noi, se lo vorrà potrà coltivarlo e dargli cura, fino a farlo sbocciare.
Come se fossi un contadino che spiana il terreno, ognuno poi è libero di farci ciò che vuole con il proprio terreno. Credo che il mio ruolo sia portare dei piccoli piccoli semini…

Qual è il tuo programma per la tua visita in Serbia e dove ti porterà la “Missione di felicità” dopo la Serbia?

Elio Fabbri nel suo camper / Fonti: RSI Info

Il primo progetto si svolgerà a Belgrado e successivamente all’ovest presso Užice.
Una volta finito, andrò per la terza volta a Stara Zagora, in Bulgaria, presso una comunità rom, tramite don Bosco. Poi rientrerò in Italia passando in Albania e chissà che lungo la strada non nasca qualche altro progetto…
Ho dovuto accorciare tanto questa terza missione di felicità, perché ad agosto mi sono trovato in Austria in viaggio, con la frizione del camper rotta ed altri problemi con il motore del camper. Il camper forse mi sta dicendo di fermarmi un po’…
Quindi ho deciso di fare una più breve missione/viaggio e concentrarmi su meno Paesi anche per imparare la lingua ed entrare meglio nelle tradizioni e cultura. Grazie a tutti coloro che rendono possibile questi momenti e grazie del tempo dedicato alla lettura!

Vuoi sostenere Missione di felicità? Puoi contribuire alla raccolta fondi

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