L’adesione del Kosovo all’UNESCO controproducente per il dialogo a Brussels

Il presidente della Repubblica Tomislav Nikolic e il ministro degli affari esteri Ivica Dacic hanno colto l’occasione della seduta annuale dell’Assemblea Generale dell’ONU a New York per evidenziare il pericolo a cui sarà esposto  il patrimonio culturale serbo se il Kosovo diventerà membro dell’UNESCO.

Durante gli incontri con le delegazioni della comunità internazionale, il capo della diplomazia serba e il presidente serbo  hanno espresso la loro opposizione all’eventuale adesione di Pristina all’UNESCO.

Mentre Dacic e Nikolic hanno cercato di dimostrare la distruzione dell’eredità culturale serba in Kosovo, il primo ministro del Kosovo, Isa Mustafa ha continuato a fare lobby per l’adesione all’UNESCO.

“Ho presentato la situazione attuale e gli atti di vandalismo con cui la Serbia si sta confrontando già dal 1999 in Kosovo. Ho segnalato che quattro beni culturali sotto protezione dell’UNESCO in Kosovo sono stati fisicamente distrutti con le iscrizioni dello Stato islamico, contro il quale oggi lotta tutto il mondo”, ha detto Dacic, confermando che la lotta diplomatica contro l’adesione del Kosovo all’UNESCO sarà difficile.

Inoltre, durante il Summit a New York, Ivica Dacic ha detto che la candidatura del Kosovo è contraproducente, visto che il patrimonio culturale non è stato discusso  tra i rappresentanti di Belgrado e Pristina a Bruxelles.”Mettere questo argomento nell’ordine del giorno del Consiglio esecutivo dell’UNESCO, prima del dialogo a Bruxelles potrebbe rappresentare un ostacolo nel nostro dialogo futuro”, ha detto Dacic.

(Politika, 30.09.2015.)

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