La Francia propone che i Balcani Occidentali aderiscano all’UE in sette tappe

Secondo la proposta francese, i Paesi dei Balcani occidentali dovrebbero entrare nell’Unione Europea attraverso un nuovo e graduale processo di adesione in sette fasi.

Il mese scorso, Parigi ha bloccato l’apertura dei colloqui di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, sostenendo che l’UE avrebbe dovuto riformare prima la sua metodologia di allargamento. Ora ha escogitato alcune idee più concrete su come dovrebbe essere il processo; tutto si riduce al graduale coinvolgimento dei Paesi candidati prima che diventino membri a pieno titolo.

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La Francia ha inviato quindi un documento informale di sei pagine agli altri Stati membri, che dovrebbe servire da base per la discussione nelle istituzioni dell’Unione.

Il primo dibattito potrebbe già essere martedì a Bruxelles in una riunione dell’Alleanza per gli affari generali mentre la nuova Commissione dovrebbe presentare alcune proposte più dettagliate a gennaio. Secondo il documento, a cui fa riferimento “EUobserver”, un portale specializzato su argomenti europei, il nuovo processo di adesione si svolgerà gradualmente in sette fasi.

I negoziati di adesione finora prevedono che il Paese candidato adotti la legislazione europea completa, suddivisa in 35 capitoli. I negoziati si riducono alla definizione delle scadenze, di come e quando il Paese candidato adotterà la legislazione europea e come la attuerà per trasformarsi e diventare in grado di assumersi gli obblighi che l’adesione all’UE comporta.

Una volta completati i negoziati viene firmato il trattato di adesione e il Paese diventa membro a pieno titolo dopo la ratifica del trattato di tutti gli Stati membri.

La Francia propone ora di cambiare questa procedura integrando gradualmente il Paese candidato nell’UE fino a quando non diventerà membro a pieno titolo. Secondo questo approccio, il processo di adesione sarebbe suddiviso in sette fasi e, dopo ciascuna, il candidato sarebbe coinvolto in politiche e programmi specifici.

La prima fase sarebbe lo stato di diritto e i diritti fondamentali, la seconda istruzione e ricerca, la terza lavoro e affari sociali, la quarta affari finanziari, la quinta mercato unico, agricoltura e pesca, la sesta affari esteri e la settima “altro”.

Ad esempio, un Paese candidato che attui tutte le riforme previste nella prima fase, potrebbe partecipare ai lavori di “Eurojust ed Europol”.

“Eurojust” è un’agenzia dell’UE che sostiene il coordinamento giudiziario e la cooperazione degli organismi nazionali nella lotta contro il terrorismo e la criminalità organizzata che colpiscono diversi Stati membri dell’UE mentre “Europol” è l’organismo responsabile della cooperazione di polizia nella lotta contro la criminalità internazionale e il terrorismo.

Analogamente, dopo aver completato la quinta fase, il Paese candidato otterrebbe l’accesso ai fondi strutturali dai quali attingono gli Stati membri più poveri per avvicinarsi al livello di sviluppo dei membri più ricchi.

“Il completamento dei negoziati in ogni fase offrirebbe al Paese l’opportunità di partecipare a programmi UE pertinenti, collegati a politiche settoriali pertinenti, e nel caso l’utilizzo di alcune risorse finanziarie mirate”, si legge nel documento francese, il cui obiettivo finale dell’intero processo è la piena adesione.

La proposta afferma che i sei Paesi dei Balcani occidentali hanno una prospettiva europea indiscutibile, mentre della Turchia, con la quale sono stati avviati dei negoziati fermi da molto tempo, non si fa alcuna menzione.

Parigi propone che vengano definiti criteri precisi per passare a ciascuna fase successiva e che i criteri siano rigorosamente monitorati e verificati. E’ prevista inoltre la reversibilità del processo, il che significa che il Paese può essere retrocesso alla fase precedente se si dimostra inadempiente.

Se la proposta sarà ben accolta, la Commissione europea potrebbe presentare proposte legislative per riformare il processo di adesione già a gennaio del prossimo anno. Se ci sarà il consenso di tutti gli Stati membri, la riforma potrebbe essere adottata dal vertice UE-Balcani occidentali a Zagabria nel maggio 2020.

http://rs.n1info.com/Region/a544597/Francuska-predlaze-da-balkanske-zemlje-delom-udju-u-EU-i-pre-punopravnog-clanstva.html

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