La “Fiat Plastik” aspetta il rapporto dell’Ispettorato del Lavoro

La trattativa tra gli scioperanti di “Fiat Plastik” e la dirigenza dell’azienda è fallita, e oggi è scaduto il termine di legge per raggiungere un accordo con la mediazione dell’Agenzia per la risoluzione pacifica delle controversie. La Ministra del Lavoro, Darija Kisić Tepavčević, ha ordinato agli ispettori del lavoro di intervenire, conferma il sindacato di questa fabbrica.

Zoran Miljković, presidente del comitato di sciopero, afferma che la casa madre “Fiat” si è rifiutata di soddisfare la condizione principale, quella di restituire le macchine che aveva trasferito “illegalmente” alla fabbrica principale durante lo sciopero.

“Il rappresentante della “Fiat” dall’Italia responsabile delle fabbriche serbe, Marcello Battaglia, non è venuto nemmeno all’incontro, che si è tenuto alla fine della scorsa settimana. Le trattative sono in stallo e la direzione semplicemente non restituirà le macchine. Non abbiamo nemmeno parlato delle richieste per cui scioperiamo, e cioè di riportare il regresso al livello di prima di gennaio 2021, e di farci pagare il 65% per cento di ferie retribuite invece del 60″, sottolinea Miljković.

Lo stesso afferma che continueranno a scioperare in previsione dell’ispezione sul lavoro, che potrebbe risolvere la maggior parte dei problemi. “La Ministra del Lavoro, Darija Kisić Tepavčević, ci ha informato che ha ordinato all’Ispettorato del Lavoro di verificare tutte le procedure. Tutto dipende dal loro rapporto. Solo loro possono accertare che sono state violate la Legge sullo sciopero e la Legge sul lavoro e ordinare alla “Fiat” di restituire le macchine alla fabbrica “Fiat Plastik”. Nessun altro può farlo, tranne gli ispettori della repubblica. Se le macchine ci verranno restituite, avremmo terminato la maggior parte del lavoro, a cui seguirà la trattativa con la direzione sulle nostre richieste”, osserva Miljković.

I lavoratori della “Fiat” hanno iniziato a lavorare ieri dopo una pausa di dieci giorni. Uno dei motivi è il ritardo nell’approvvigionamento dei chip. Non sono però gli unici in questo, anche la “Volkswagen” tedesca ha inviato dei lavoratori, in tre delle sue fabbriche, in ferie retribuite di 12 giorni a Emden, Hannover e Osnabrück, e anche a Wolfsburg si lavorerà part-time perché non arrivano i semiconduttori, acquistati in Cina.

https://www.politika.rs/sr/clanak/489218/Strajkaci-Fijat-plastika-cekaju-inspekciju

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