La Fiat licenzia ma prosegue la produzione

Con la soppressione del terzo turno a Kragujevac si producono tra i 400 e i 420 veicoli al giorno, numeri che implicano che la “produzione minima di Vucic”, pari a 75.000 automobili, si raggiungerà in circa 185 giorni di lavoro.

“L’interesse è grande ma non abbiamo numeri precisi su quanti lavoratori abbiano fatto richiesta di uscita incentivata dalla fabbrica“, afferma Zoran Markovic, presidente del sindacato di fabbrica, indirizzandoci alla direzione del personale della Fiat Chrysler Automobili Serbia, di cui lo stato serbo detiene il 33% ma non ha un suo rappresentante in essa.

Invece del personale,  troviamo nella direzione “risorse umane”, dove ci dicono che non possono parlare di quanti hanno deciso di lasciare la fabbrica perché non hanno per questo l’autorizzazione della società controllante, perché con il 67% del capitale in mano alla Fiat-Chrysler conta solo il management straniero. ù

Se nemmeno gli italiani vogliono comunicare quanti lavoratori hanno optato per l’uscita volontaria dalla fabbrica a partire dal 27 luglio, non rimane che rivolgersi all’Ufficio per l’Impiego di Kragujevac, alle cui liste di 22.000 disoccupati si aggiungeranno presto altri 1.500 “proletari” che avranno perso il loro lavoro dopo che la Fiat ha deciso di sopprimere un turno di lavoro. Circa 900 lavoratori lasceranno la fabbrica Fiat, mentre altri 600 nelle fabbriche fornitrici perderanno il lavoro.

La verifica della situazione verrà completata l’8 di luglio, ma se non vi saranno abbastanza uscite “volontarie” la Fiat procederà a stilare una lista dei lavoratori che verranno forzati a lasciare la fabbrica. Forse non si arriverà a questo, considerato che la liquidazione per l’uscita incentivata è convincente: per tre anni di lavoro nella fabbrica di Kragujevac vengono offerti 4.800 euro. Questo tuttavia vale solo per gli anni lavorati nella nuova fabbrica FAS, mentre per i lavoratori che già avevano lavorato nella vecchia Zastava verranno pagati 300 euro per anno di anzianità, quindi per 37 anni di anzianità si otterranno 11.100 euro. Con questi soldi forse si potrà aspettare di andare in pensione, ma il problema sarà complesso per i giovani, perché Kragujevac è una città dove l’economia ancora è in ritardo ed è difficile trovare un lavoro.

“Qualcuno potrebbe dire che 4.800 euro è una cifra alta, però quale attività autonoma si potrebbe iniziare con questi soldi”, si chiede il presidente del sindacato di fabbrica Zoran Markovic.

Nonostante questi problemi, causati dalle vendite deboli del modello “Fiat-500L”, la fabbrica a Kragujevac continua la sua produzione. Solo che le automobili non verrano prodotti in tre turni come finora, ma in due. Invece di 630 automobili al giorno, nella fabbrica se ne produrranno 420.

Prima del suo viaggio a Torino dove si è incontrato con il “numero 2” della casa automobilistica Alfredo Altavilla, il primo ministro Aleksandar Vucic ha detto che la produzione annuale di 75.000-90.000 automobili 500L è garantita per la fabbrica a Kragujevac. Se si tiene conto di questo “numero minimo di Vucic”, allora gli operai che resteranno in fabbrica avranno circa 185 giorni lavorativi nel 2016. Però, visto che quest’anno varie volte è stata sospesa la produzione, è la questione se anche questo minimo verrà realizzato.

La produzione del modello 500L è iniziata all’autunno 2012. All’epoca ogni giorno si producevano 500-550 automobili su tre turni. Successivamente la produzione è cresciuta, però l’esportazione è calata. Dal valore di 1,53 miliardi di euro, quanto ammontava nel 2013, l’esportazione è calata a 1,18 miliardi di euro nel 2015.

Comunque Fiat rimane il principale esportatore del paese. Semmai bisogna capire cosa accadrà dopo il 31 dicembre 2018, quando terminerà il contratto tra FCA e lo Stato serbo. Il primo ministro Aleksandar Vucic è tornato da Torino con la notizia “gioiosa”  che “Fiat” rimarrà in Serbia anche dopo la scadenza del contratto. Però, molti sono concordi che la fabbrica a Kragujevac non avrà futuro se non inizia la produzione di un nuovo modello.

Lo Stato dovrebbe adempiere ancora altri obblighi verso l’azienda nella quale ha la sua partecipazione. Uno di questi obblighi è anche la costruzione della strada magistrale Kragujevac-Batocina. La costruzione di questa strada è iniziata nel 2004, però non è ancora completata. Non sarebbe male finire questi lavori, visto che nel rinnovo della vecchia fabbrica “Zastava” e nell’acquisizione delle nuove attrezzature sono investiti già 1,3 miliardi di euro.

(Politika, 06.07.2016)

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