Serbian Monitor

La Fiat continua a violare la legge e lo Stato non reagisce

Employees stand next to a new Fiat 500 during the inauguration of a new factory in Kragujevac on April 16, 2012. General manager of Fiat and Chrysler Sergio Marchionne opened today an auto plant in the central Serbian town of Kragujevac to produce a new Fiat 500L model. AFP PHOTO/ ALEXA STANKOVIC (Photo credit should read ALEXA STANKOVIC/AFP/Getty Images)

La Fiat termina la produzione prevista per quest’anno, ma continua a violare la legge. Lo Stato non reagisce o è impotente (non si sa cosa sia peggio). L’ispezione del lavoro durante la supervisione cerca di giustificare le violazione trovando dei problemi nelle leggi stesse.

Le macchine spostate nel mezzo dello sciopero, senza notifica ufficiale del sindacato, sono ancora in un’altra fabbrica, sebbene il nuovo regolamento sulla sistematizzazione del lavoro ne preveda il montaggio all’interno della fabbrica, il che significa che si ammette nella documentazione interna di fabbrica che la situazione non è del tutto a norma. Ma non l’ispezione, si afferma nel comunicato diffuso ai media dal Sindacato Indipendente dei Metalmeccanici della Serbia “Magneti Marelli”, unico sindacato rappresentativo.

Nella dichiarazione, lo stesso ricorda che prima di allora, gli stipendi dei lavoratori sono stati ridotti nel bel mezzo dell’epidemia.
“Qualcuno direbbe che è capitalismo, tagliare i costi, massimizzare i profitti, ma vale solo per i lavoratori “Fiat”, mentre lo stipendio dei subappaltatori non è stato ridotto, anche se hanno lo stesso numero di giornate lavorative. La “Fiat”, inoltre, ha guadagnato sull’epidemia, grazie all’aiuto dello Stato, perché non ha avuto perdite aggiuntive rispetto agli anni precedenti, quando è riuscita a uscirne, ancora una volta, probabilmente a spese dello Stato”.

Secondo loro, hanno ignorato arrogantemente lo sciopero e le perdite causate sono state trasferite allo Stato, sebbene solo una parte dell’importo di tale perdita fosse sufficiente per soddisfare le richieste dei lavoratori e nel bel mezzo dello sciopero una parte degli scioperanti è stata illegalmente mandata in congedo forzato, cosa che ha portato a denunce contro i manager ma senza risultati dell’ispezione del lavoro. I sindacalisti chiedono a tutti i sindacati di fare ciò per cui esistono: proteggere i diritti dei lavoratori in Serbia.

https://www.danas.rs/vesti/ekonomija/fijat-zavrsava-sa-proizvodnjom-ali-ne-i-krsenjem-zakona/

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