I negoziati di adesione all’UE entrano nel vivo

Il ministro senza portafoglio per l’integrazione europea Jadranka Joksimovic ha detto per la RTS che la conferenza di questa sera a Bruxelles rappresenta solo una formalizzazione del fatto che la Serbia è pronta ad avviare negoziati sui capitoli. Il ministro sottolinea che il capitolo 35 sarà un processo che andrà in parallelo con quello di trattative e che non è un sostituto per il dialogo con Pristina.

Alla conferenza intergovernativa a Bruxelles, la Serbia aprirà i primi due capitoli nei negoziati con l’Unione Europea, che inizierà una nuova tappa nel processo di integrazione europea del paese. Nella delegazione serba a Bruxelles sarà presente il ministro senza portafoglio per l’integrazione europea, Jadranka Joksimovic.

Ospite nel telegiornale “Dnevnik” della RTS, Jadranka Joksimovic ha detto che la conferenza di questa sera a Bruxelles sia solo una formalizzazione del fatto che la Serbia è pronta ad avviare negoziati sui capitoli.

Anche se la negoziazione è ufficialmente aperta da due anni, questo è un passo molto importane, questa è la fase più profonda e più dinamica dei negoziati, la fase sostenziale”, ha detto la ministra.

“Certo che questo è importante perché siamo nel processo di integrazione europea – è un processo che ha le sue regole ed i suoi “esami “. Queste sono alcune cose che vengono accettate quando si entra in questo processo”, ha detto la Joksimovic.

Secondo lei, è importante mostrare il successo in questo processo e l’apertura dei capitoli è un indicatore del successo della Serbia, del governo e, soprattutto, dei cittadini, i quali l’hanno supportato, con maggiore o minore scetticismo, e che capiscono che il percorso europeo è il migliore quadro di riferimento per la stabilità e la prosperità di un paese.

La Joksimovic ha detto che questo è un premio, non nel senso che otteniamo quello che non meritiamo, ma si tratta di una sequenza logica di passi rispetto a quello che stavamo facendo, e che tutti dovremmo essere soddisfatti.

Ritengo che l’apertura dei capitoli sia il momento opportuno per iniziare con una nuova strategia di comunicazione verso i cittadini, per spiegare qual è il contenuto del capitolo 35 e il modo in cui, quando adottiamo tutte le norme e quando saremo pronti, per avere un impatto diretto sul miglioramento della vita, ma anche sull’organizzazione della società “, ha detto Joksimovic.

Secondo lei, i 35 capitoli coprono una vasta area, dai appalti pubblici alla politica estera e quella di sicurezza, i diritti dei consumatori, agricoltura, o tutte le aree significative.

La ministra dice che il capitolo 32 regola le finanze pubbliche attraverso il controllo interno, di revisione interna e controllo di bilancio – il controllo di spesa dei soldi dei contribuenti.

“Il Capitolo 35 andrà avanti con il processo di negoziati con l’UE e non è un sostituto per il dialogo. Se l’altra parte in alcun modo ostacolerà o bloccherà il dialogo, questo non si rifletterà sulla posizione di Belgrado. Noi continueremo i nostri negoziati “, ha detto Joksimovic.

Siamo giunti alla fase in cui dobbiamo rivolgerci al futuro ha detto la ministra. “Ritengo che il capitolo 35 e il modo in cui è formulato, non debba in nessun modo fermarci o spaventarci reguardo l’appertura dei altri capitoli. Si tratta di obblighi che fin dall’inizio non sono né piacevoli né facili, si tratta di un processo che ha le sue sfide, però penso che in nessun caso sofriremmo perchè siamo la parte dedicata al dialogo, ma non dipende tutto da noi”, ha detto Joksimovic.

L’appertura del capitolo come segnale politico importante

La ministra ha spiegato che il processo di negoziazione è in gran parte tecnocratico e burocratico, pieno di requisiti amministrativi, ma soprattutto, ha sottolineato che si tratta di un processo politico.

“Ecco perché l’appertura dei capitoli è importante come un segnale politico che i paesi dell’UE hanno riconosciuto la Serbia come un partner stabile ed un candidato che dimostra la capacità di rimanerlo in prossimo paio di anni”, ha detto Joksimovic

Il governo della Serbia, la ministra ha precisato, si è posta l’obiettivo di addotare le norme del’UE entro il 2018, dopo di che arriva l’attuazione, la parte più impegnativa, dove si mostra una capacità di attuare e quindi i cittadini sentono il loro benessere migliorato.

La domanda anche come sarà poi il momento politico interno dell’UE. Ma noi non abbiamo bisogno di concentrarsi sulle scadenze, ma dovremo cercare di essere più efficienti, e credo che le scadenze saranno più veloci”, ha detto Ministro.

Quando è stato chiesto dove prevede maggior parte dei problemi nei negoziati, la Joksimovic ha detto che ci sono aree che sono sempre una sfida.

“Fondamentalmente è importante negoziare bene e negoziare sull’agricoltura a causa della necessità di adottare alcuni periodi di transizione, poi sula tutela dell’ambiente, perché ci sono nuovi standard i quali dobbiamo applicare e quindi progetare la scadenza realisica per raggingerli in modo che questo non impatta in modo negativo la nostra economia sia nell’agricoltura o di altri settori “, ha detto Joksimovic e ha indicato che questo è il motivo per cui lo chiamano negoziati perché la Serbia non sta negoziando sui standard, ma sulle scadenze e sui metodi.

(14.12.2015., RTS)

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