La fabbrica “Leonardo” una delle prime vittime del coronavirus; operai a casa dall’oggi al domani

Sembra che gli operai della compagnia italiana “Leonardo” siano tra le prime vittime della crisi causata dal coronavirus; tutti e 50 sono stati infatti licenziati. Tuttavia, i loro contratti di lavoro sono stati risolti senza nessun preavviso e la compagnia deve ancora loro gli stipendi dei mesi precedenti e parte delle spese di viaggio.

Le lavoratrici della “Leonardo” hanno scoperto che sono state licenziate per caso, quando una collega è andata dal medico e ha capito che non aveva l’assicurazione sanitaria. “È successo lunedì scorso”, dice una delle ex dipendenti, Irena Tenodi. La difficile situazione in cui si sono trovate è ulteriormente aggravata dal fatto che l’ultimo stipendio ricevuto è stato quello di marzo.

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“Dal 6 giugno non siamo più necessari, siamo stati rimossi dall’assicurazione sanitaria e dal fondo PIO. Non ho idea di cosa faremo. Per marzo siamo riusciti a ottenere uno stipendio, non le spese di viaggio e stiamo aspettando gli stipendi di aprile per i quali abbiamo ricevuto la busta, mentre per maggio non abbiamo nemmeno ricevuto quella”.

Come dice lei, martedì scorso, al primo turno è stato dato di firmare la risoluzione del contratto di lavoro, insieme al quale è stato intimato loro di rinunciare anche al TFR, che il datore di lavoro deve secondo legge.

“Non ci è stata comunicata una decisione in merito, né abbiamo ricevuto alcuna spiegazione orale o almeno una dichiarazione scritta secondo cui non facciamo più parte dell’assicurazione sanitaria. Abbiamo un gran numero di donne che ora non sanno cosa fare perché non abbiamo ottenuto una soluzione scritta; Dio non voglia che mi accada qualcosa e debba andare da un medico. Non posso iscrivermi all’Ufficio di collocamento e la mia tessera sanitaria non è valida” dichiara Irena.

Un caso come quello degli operai della fabbrica di calzature “Leonardo” a Subotica, dove tutti sono stati licenziati senza nessun preavviso, è già capitato in Serbia. In precedenza, la società russa “Spilit” aveva chiuso due fabbriche a Vranje e Sombor e lasciato più di 500 lavoratori bloccati. Prima di ciò, la stessa cosa aveva fatto anche la società bulgara “Hendi”, e prima ancora da altre due società i cui proprietari erano tedeschi e croati.

È interessante notare che quasi tutti sono fuggiti dall’oggi al domani dalla Serbia e hanno informato i lavoratori e l’opinione pubblica della decisione di lasciare il Paese pochi giorni dopo solo via e-mail.

Fughe durante la notte

L’anno scorso, la compagnia russa “Spilit” ha praticamente abbandonato la Serbia durante la notte e lasciato circa 500 lavoratori senza lavoro in due fabbriche.

In precedenza, la catena bulgara di negozi di telefoni cellulari, attrezzature ed elettrodomestici “Hendi” aveva chiuso i suoi negozi in tutta la Serbia in un giorno, per un totale di circa 200 strutture. Ha informato i circa 900 lavoratori dei licenziamenti via e-mail.

“Hendi” era arrivata in Serbia il 5 marzo 2007 e il 1° giugno 2018 i lavoratori avevano ricevuto un’e-mail in cui si diceva che non avevano più un lavoro, mentre sul sito web della società era stato pubblicato un avviso: “Cari clienti, colleghi e amici, dopo 10 anni di affari in Serbia, vi informiamo che la “HENDI-TEL” ha cessato l’attività. Vi ringraziamo per la fiducia, la cooperazione e il supporto”.

Nel 2013, anche la società croata “Gold Exchange”, che si occupava dell’acquisto di oro, aveva letteralmente chiuso tutte le 90 oreficerie in Serbia durante la notte, lasciando 180 dipendenti senza gli ultimi due stipendi e i contributi.

Avviso della chiusura su “Viber”

La fabbrica tedesca di trasformazione e inscatolamento del pesce “Servfood” a Smederevo ha chiuso invece a novembre 2018, a soli due anni dall’apertura dello stabilimento in Serbia. Una dozzina di lavoratori avevano protestato davanti al cancello chiuso della fabbrica chiedendo una spiegazione perché, come affermavano, solo attraverso “Viber” erano stati avvisati della chiusura.

https://www.subotica.com/vesti/leonardo-otpustio-sve-radnike-id38136.html?fbclid=IwAR14bVsjUArtmnUHLm1NJclttwFe-S_EuLWdUxIp_1LZ4eJ9eFboslmtQbA

https://www.blic.rs/biznis/leonardo-otkazi/tj8v471

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