La Commissione Europea: L’economia serba si riprende

Quest’anno la Serbia ha mostrato i primi segni di ripresa economica, ma di fronte ad essa rimangono grandi sfide.

La relazione finanziaria della Commissione riporta che nella prima metà di quest’anno l’economia nazionale è aumentata del 2,7%, cioè di cinque punti percentuali in più rispetto lo stesso periodo dell’anno scorso: i meriti di questo risultato sono in gran parte dovuti alle esportazioni della FIAT. D’altra parte, la domanda interna è diminuita, portando alla stagnazione delle importazioni; l’attesa è che vi sia un ulteriore calo degli investimenti a causa del peggioramento delle condizioni di indebitamento. “Tuttavia, le forti esportazioni prevarranno, il che alla fine dell’anno porterà il bilancio in positivo”, viene riferito nella relazione. L’anno in corso è risultato positivo anche per l’agricoltura, ma gli esperti europei hanno notato che i settori della produzione che non sono legati all’industria automobilistica, a quella farmaceutica e a quella petrolifera, segnano continuamente cattivi risultati, il che mostra la fragilità della ripresa in corso. La relazione evidenzia come quest’anno sia iniziato un processo di riforme economiche strutturali, ma la sua attuazione è considerata “a rischio”. La disoccupazione rimarrà alta ancora per un po’, poiché si attendono licenziamenti durante le annunciate riorganizzazioni delle aziende statali in perdita. Il debito pubblico sta per superare il 70% del PIL e si pensa che questa tendenza non si fermerà se verranno rimandate le dure riforme strutturali previste, il che potrebbe rovinare l’intero programma di consolidamento economico e finanziario.

(Tanjug, 05.11.2013)

privredni rast

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