La CE: “la Serbia è indietro di anni nelle riforme dei settori chiave”

La Commissione europea nel suo ultimo rapporto sulla Serbia stima che già da diversi anni di fila nel paese ci siano pochi progressi, e critica la mancanza di risultati tangibili in settori quali la riforma giudiziaria, i crimini di guerra, la libertà dei media e la lotta alla corruzione.

La CE ha presentato il cosiddetto ” Non-paper”, un documento interno relativo alle sfide della Serbia nei capitoli negoziali 23 e 24 sullo stato di diritto nel paese. Radio Free Europe e Tanjug hanno avuto l’opportunià di esaminare il documento.

“Casi di minacce, intimidazioni e violenze contro i giornalisti sono ancora presenti e molto preoccupanti. L’ambiente in generale in Serbia non contribuisce a migliorare la situazione dei media e a portare maggiore libertà di stampa”, dice il rapporto. Si sostiene inoltre che “l’incitamento all’odio e la terminologia discriminatoria” sono spesso tollerati dai media e che di questo raramente si occupano gli enti regolatori o i pubblici ministeri.

“Per quanto riguarda il capitolo 23, il processo di riforma costituzionale per rafforzare l’indipendenza e la responsabilità della magistratura è ancora in corso”, riporta il rapporto. Si afferma che la Commissione di Venezia ha valutato che il progetto di modifica alla Costituzione del mese di ottobre 2018 è in conformità con i suoi consigli e opinioni presentati nel mese di giugno 2018. La Commissione europea dichiara di riconoscere le intenzioni della Serbia e la incoraggia a consultarsi con la Commissione di Venezia su questo tema.

Come risultati concreti nel campo della efficienza del sistema giudiziario in Serbia, la Commissione sottolinea la riduzione del numero di casi nei tribunali nonché le misure che sono state attuate al fine di prepararsi all’introduzione di un sistema per la gestione dei casi completamente digitalizzato

“Per quanto riguarda l’area dei processi per i crimini di guerra, è stata adottata la strategia dell’ufficio del pubblico ministero e sono state implementate alcune misure procedurali e il rafforzamento delle istituzioni. Allo stesso tempo, la Serbia deve però ancora mostrare le prove di accuse basate sulle proprie indagini e i verdetti finali”, dice il rapporto.

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Nella parte che si riferisce alla lotta contro la corruzione, il documento della Commissione europea afferma che in Serbia in questo campo sono stati fatti dei progressi sopratutto con l’entrata in vigore della legge sulla giurisdizione delle autorità statali del marzo 2018.

Si aggiunge che la Serbia è in ritardo con la revisione legislativa quando si tratta dell’Agenzia anticorruzione e del finanziamento di attività politiche.

E’ stato positivamente stimato l’aumento delle iscrizioni dei bambini Rom nelle scuole, così come l’adozione della legge sulla protezione dei dati personali e dell’assistenza legale gratuita. Allo stesso tempo, si è notato che il paese è in ritardo con le leggi sul difensore civico, l’uguaglianza di sesso, l’antidiscriminazione e con le leggi per i delinquenti minorenni.

Per quanto riguarda il capitolo 24, si afferma che è stata attuata un’agenda legale significativa, comprese le leggi sulla prevenzione del riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, l’asilo e le frontiere dello stato.

La Commissione europea invita la Serbia a rivedere i suoi piani d’azione, che potrebbero condurla meglio sul suo cammino verso l’adesione all’UE.

https://www.glasamerike.net/a/ek-srbija-godinama-kasni-sa-reformama-u-klju%C4%8Dnim-oblastima/4660187.html?fbclid=IwAR1Vse7-rFHJPjujeNMPou-A75-S03bNS4y2CnkPqweks9sB81rVltIkwY0

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