Kravchenko: NIS licenzia oltre 200 dipendenti 

L’industria petrolifera della Serbia-NIS, ha annunciato che nei prossimi mesi licenzierà più di 200 dipendenti, a causa di condizioni di lavoro difficili. Parlando con i giornalisti, il direttore generale della NIS, Kirill Kravchenko ha detto che i dipendenti dichiarati ridondanti otteneranno l’idennità di licenziamento due volte più alta dei lavoratori delle imprese in ristrutturazione, oppure 400 euro per anno di servizio.

Il manager russo ha sottolineato che al momento in questa azienda energetica ci sono 5.000 dipendenti e che insieme ai dipendenti ingaggiati con contratti di staff leasing ci sono in tutto 11 000 lavoratori. Secondo Kravchenko, il licenziamento di 200 dipendenti è una “misura necessaria”, preceduta dai tagli nella gestione e dalla sostituzione dei dirigenti stranieri con quelli nazionali, nonché dal taglio dei benefit ai manager.

“Possiamo risparmiare abbastanza attraverso la sostituzione dei manager stranieri con quelli nazionali”, ha detto Kravchenko e ha inoltre menzionato che l’intenzione è quella che il 95 per cento dei manager siano serbi. Lui ha rilasciato i dati consolidati della relazione finanziaria secondo gli standard internazionali, in base ai quali la NIS nel 2014 ha avuto un calo dell’utile netto del 42%.

L’anno scorso, l’utile netto di NIS  è stato 27,8 miliardi di dinari, ovvero il 42% in meno rispetto al 2013. Secondo i dati di cui dispone la compagnia, 13,2 miliardi di dinari è l’impatto della differenza di cambio negativa sui risultati finanziari. Come è stato riportato da Kravchenko, sulla performance dell’anno scorso, notevolmente negativa rispetto a quanto ci si aspettava nonostante “il grande calo del dinaro”, hanno influenzato in modo significativo anche un improvviso e un drastico calo del prezzo del petrolio e del combustibile, nonché l’aumento della pressione fiscale.

” In sostanza, stiamo vivendo una crisi cui siamo sopravvissuti nel 2008. Tuttavia, la situazione attuale è più complessa soprattutto a causa dei prezzi del petrolio che sono abbastanza bassi, a causa della concorrenza e delle crescenti esigenze tecnologiche”, ha detto il direttore generale della NIS. Come sottolineato da Kravchenko, quest’anno un onere aggiuntivo per le imprese ricadrà sul prezzo del gas .

 

 

Share this post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

scroll to top