Kosovo nell’UNESCO: un documentario riaccende le tensioni con la Serbia

L’Ufficio del Primo Ministro kosovaro ha condannato un film documentario serbo che attacca la candidatura di Pristina per l’adesione all’UNESCO come offensivo.

Le autorità del Kosovo hanno condannato un nuovo film documentario, prodotto grazie alla sponsorizzazione del governo serbo, nel quale viene criticato il tentativo di Pristina di aderire all’ala culturale dell’ONU, l’UNESCO.

L’Ufficio del Primo Ministro ha definito “A moment in Civilisation” un gesto offensivo, deliberatamente programmato per minare la sua richiesta di aderire al corpo ONU.

“La proiezione di un film documentario con contenuto offensivo sul Kosovo davanti agli ambasciatori degli Stati membri dell’UNESCO a Parigi è parte di uno sforzo continuo per denigrare lo stato del Kosovo”, ha dichiarato domenica l’Ufficio del Primo Ministro.

Il documentario, proiettato presso il Centro Culturale serbo venerdì a Parigi, è incentrato sul patrimonio culturale serbo in Kosovo – e sul trattamento di questo patrimonio – come parte di una campagna più ampia per contrastare l’adesione del Kosovo all’UNESCO.

L’ufficio del governo serbo per il Kosovo ha sostenuto le riprese del documentario.

L’Ufficio del Primo Ministro kosovaro ha anche contestato l’idea che i monumenti e le chiese serbe in Kosovo siano di proprietà serba.

“Gli edifici religiosi e culturali del Kosovo sono parte del patrimonio del paese e non possono essere alienati [da esso]. Appartengono allo stato del Kosovo e ai suoi cittadini. Solo i cittadini e le istituzioni del Kosovo hanno il diritto di decidere sulla proprietà del Kosovo”, viene dichiarato.

Dopo non aver ottenuto il numero sufficiente di voti da parte degli Stati membri dell’UNESCO per l’adesione nel 2015, il governo del Kosovo sta preparando una possibile seconda offerta quest’anno.

Tuttavia, la Serbia si oppone a tutte le mosse della sua ex provincia, di cui non riconosce l’indipendenza, per aderire ad organismi internazionali.

La Chiesa Ortodossa Serba sostiene che 176 monasteri e chiese sono stati bruciati o distrutti in Kosovo poiché la Serbia è stata costretta a ritirarsi dalla provincia nel 1999.

Molti di questi attacchi si sono verificati durante le rivolte del marzo 2004, quando circa 30 chiese furono bruciate in sommosse anti-serbe.

Da allora, la protezione delle chiese e dei monasteri ortodossi è passata dai militari della NATO alla polizia kosovara.

Tuttavia, molti nella comunità serba lamentano che i monumenti culturali e religiosi non siano in mani sicure.

Il Capo dell’Ufficio serbo per il Kosovo, Marko Djuric, ha definito la reazione ostile da parte di Pristina “il primo grande premio” per il film.

“Continueremo a sostenere progetti che raccontano la verità sulla nostra eredità in Kosovo”, ha dichiarato Djuric all’agenzia di stampa serba Tanjug domenica, congratulandosi con la squadra che ha realizzato il documentario.

Il produttore e l’autore del film, Boris Malagurski, è ben noto in Serbia per la sua campagna #NoKosovoUnesco, e ha scritto su Twitter, come risposta alle polemiche, che avrebbe “organizzato una proiezione del film in prigione” per il nuovo PM kosovaro Ramush Haradinaj, riferendosi alla presunta accusa della Serbia secondo cui l’ex leader della guerriglia Haradinaj è un criminale di guerra.

(Balkan Insight, 18.09.2017)

http://www.balkaninsight.com/en/article/serbian-movie-about-kosovo-sparks-new-tensions-09-18-2017

http://www.blic.rs/vesti/drustvo/kosovska-vlada-kritikuje-film-o-nasledu-na-kim/hn98zqe

http://www.blic.rs/vesti/drustvo/djuric-povodom-reakcije-pristine-ovo-je-veliko-priznanje-za-film/yq5dd3y

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