Kosovo, Haradinaj primo ministro: quale futuro per il dialogo con Belgrado?

Un ex comandante della guerriglia, accusato dalla Serbia di crimini di guerra, è sulla buona strada per diventare primo ministro del Kosovo dopo le elezioni generali tenutesi nel paese.

I risultati delle elezioni di domenica hanno dimostrato che una vasta coalizione, soprannominata “Ala di guerra” a causa della sua associazione con ex guerriglieri della guerra del 1998-1999 tra Kosovo e Serbia, ha avuto oltre il 34% dopo che lo scrutinio del 91% dei voti.

Ramush Haradinaj, il candidato a primo ministro della coalizione di centro-destra, è ricercato da Belgrado per crimini di guerra commessi durante la guerra, e, all’inizio di quest’anno, dopo il suo arresto in Francia, la Serbia ha inoltrato richiesta di estrazione, poi respinta, nei suoi confronti.

Se i risultati venissero confermati e Haradinaj diventasse Primo Ministro, ciò potrebbe incrinare ulteriormente i rapporti con la Serbia, alleata della Russia.

Belgrado rifiuta ancora di riconoscere la sua ex provincia come stato indipendente, e la presenza e lo stato della minoranza serba in Kosovo rappresenta una fonte costante di attrito tra le parti.

L’elezione avviene in un momento di disagio crescente nei Balcani occidentali. L’aumento delle tensioni etniche e delle tendenze nazionaliste hanno rianimato vecchie divisioni, scatenando avvertimenti di un possibile ritorno al conflitto.

La Russia è intervenutra nello sfruttare il vuoto di potere lasciato da un Occidente distratto dalle preoccupazioni interne, nel tentativo di ostacolare l’espansione dell’UE e della NATO.

“La cosiddetta “coalizione di guerra”, che ha totalizzato la maggior parte dei voti alle elezioni, è un gruppo che ha minacciato apertamente i serbi, e che ci creerà numerosi problemi”, ha dichiarato Aleksandar Vucic, il Presidente serbo, lunedi.

Vucic ha inoltre accolto con favore la formazione di un blocco serbo unito in Kosovo, che “tutelarà gli interessi della Serbia e dei serbi” nel Paese. Ma il Presidente ha aggiunto che l’obiettivo è proseguire sulla strada del dialogo con Pristina al fine di “preservare la pace e la stabilità”.

La coalizione vittoriosa dovrà affrontare sfide formidabili, se dovesse entrare in carica come previsto. La disoccupazione è al 30%, il servizio sanitario nazionale sta lottando per funzionare, e dovrà decidere il destino di un accordo di demarcazione dei confini con il Montenegro.

L’UE ha fissato la ratifica dell’accordo come condizione per la concessione ai cittadini del Kosovo dell’accesso senza visto nella zona Schengen, ma, in passato, alcuni dei partiti della coalizione vincente si sono opposti affermando che significherebbe cedere parte del territorio al Montenegro.

(The Telegraph, 12.06.2017)

http://www.telegraph.co.uk/news/2017/06/12/ex-guerrilla-commander-accused-war-crimes-serbia-course-kosovo/

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