Kosovo: disposta la confisca di proprietà serbe per 200 mld di euro

Le autorità del Kosovo hanno disposto la confisca di immobili di proprietà della Serbia nella provincia del Kosovo, del valore complessivo di circa 200 miliardi di euro, andando a rinfocolare il clima già teso tra Pristina e Belgrado.

L’agenzia catastale del Kosovo è stata incaricata di registrare immediatamente tutti gli immobili, pari a più di 2 milioni di metri quadrati di edifici (tra cui una stazione sciistica e un complesso minerario, ma anche terreni) come proprietà della Repubblica del Kosovo.

Nel frattempo, secondo l’agenzia del catasto serba, il patrimonio immobiliare serbo nella regione ammonta a 1 milione di metri quadrati e il valore delle imprese di proprietà serba viene stimato intorno a circa 200 miliardi di euro.

Le risorse naturali strategiche della regione “privatizzate” dal governo di Pristina includono quasi 15 miliardi di tonnellate di lignite e oltre 42 miliardi di tonnellate di piombo e zinco.

Reagendo alla notizia, il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri, Ivica Dacic, ha definito la decisione “del tutto illegale e inaccettabile”, aggiungendo che “nessun investitore serio spenderà i propri soldi in Kosovo sulla base di questa decisione del governo di Pristina, perché incerti su chi detenga effettivamente proprietà”.

Secondo l’ex capo dell’agenzia catastale del Kosovo, Slavica Radomirovic, il 58% delle imprese industriali e dei beni immobili in Kosovo appartiene alla Serbia e ai suoi cittadini, come dimostrato da documenti originali tratti fuori dalla regione dopo la guerra del 1999. Secondo Radomirovic, le autorità del Kosovo hanno preparato i loro libri catastali sulla base di dati falsi.

In un’intervista rilasciata a Sputnik Serbia, Dusan Prorokovic, esperto del Fondo di alternative strategiche di Belgrado, ha dichiarato che Pristina preferisce risolvere tutte le controversie con Belgrado con la forza militare e che tutto ciò che vuole veramente è la proprietà: “Tutto quello che stanno facendo è stato precedentemente approvato dall’amministrazione Obama. Hanno cominciato con la richiesta di un esercito ed entro le prossime settimane è lecito aspettarsi ulteriori misure simili da parte di Pristina. Sanno che la comunità internazionale lo considererà come un nuovo equilibrio di forze che sta emergendo nei Balcani”.

Secondo l’analista politico Dusan Janjic, tutto rientra nella logica continuazione di un processo di privatizzazione illegale della proprietà serba in Kosovo: “Pristina sta accelerando questo processo su tutta la linea. Proprio come i suoi sponsor occidentali, vuole sistemare la questione dell’esercito e della proprietà, prima di avviare un dialogo in un nuovo formato”.

Nel frattempo, il Vice Premier del Kosovo, Branimir Stojanovic, ha riferito all’emittente di stato serba RTS che la decisione di confiscare i beni serbi in Kosovo è legalmente nulla e potrebbe seriamente complicare i rapporti con Belgrado. La decisione, inoltre, sarebbe stata presa a porte chiuse, senza chiedere il parere dei rappresentanti serbi in seno al parlamento regionale.

Il Kosovo, che ha proclamato unilateralmente l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, viene riconosciuto come stato indipendente da oltre 100 Stati membri dell’ONU, ma non da Serbia e Russia.

(Sputnik, 20.03.2017)

https://sputniknews.com/europe/201703201051763212-kosovo-property-confiscation/ 

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