Kaste: come sentirvi a casa nel cuore di Belgrado

Allontanandovi dal trambusto di piazza Slavija, se vi inoltrate giusto per qualche passo in Deligradska, ci seguirete alla scoperta di un accogliente angolo in cui tuffarvi alla ricerca di relax, ospitalità, buona musica, ottime bevande e prelibatezze culinarie… no, non pensate neanche di sostare davanti all’ingresso di uno dei punti vendita della più grande multinazionale della ristorazione. Proseguite poco oltre e i vostri sensi vi ringrazieranno per la premura. Basterà notare la targhetta apposta al civico 4, spingere il portone e inoltrarvi nel corridoio del palazzo.

E sarete un po’ come a casa vostra, o meglio al Kaste.

L’idea di Giuliano e Tara, i due giovani e intraprendenti proprietari del Kaste, è ben rappresentata dal nome, un connubio tra la suggestione e il clima di giovialità della città che ha permesso loro di realizzare il proprio sogno, e la tradizione italiana dell’ospitalità e del buon gusto che informa l’arredamento del locale e la selezione del menu. “Kaste” deriva infatti dall’espressione che nel dialetto della città di cui Giuliano è originario, Bari, significa “a casa tua”. Ma, indubbiamente, la K iniziale suggerisce, discretamente, la voglia di identificarsi con il tessuto della città di Belgrado. Discretamente, giacché il locale nasce proprio sulla falsa riga degli speakeasy bar che hanno conquistato l’immaginazione dei clienti in varie città del mondo, da Milano a Londra e Berlino. La sua collocazione, appartata e nascosta alla vista dei passanti sulla strada, ha consentito a Giuliano di trasformare un ordinario appartamento non in una casa, non in un bar, non in un pub…semplicemente nel Kaste.

Caldi i colori che ricoprono le pareti, calde le luci delle lampade vintage che le illuminano, calda la sensazione di un passato che vi avvolge attraverso i ricordi sulle pareti, fotografie d’epoca, targhe e oggetti che dai mercati dell’usato hanno ritrovato qui una sapiente collocazione. Il vintage, o meglio il recupero di oggetti desueti e abbandonati nei mercatini dell’usato, o nelle case di nonni, parenti e amici, rappresenta una delle passioni di Giuliano, che l’ha riversata nel Kaste, trasportando dall’Italia la sua notevole e suggestiva collezione e unendola ad una serie di oggetti naturalmente scovati in mercatini gitani in giro per la Serbia: dai vecchi tavoli in legno riverniciati e portati a nuova vita, al frigo originale degli anni ’60, alle foto di famiglia (tra cui quella del fratello della nonna che possedeva un bar a New York), alle foto rielaborate dei fratelli Marvellini. E, in primavera, il suggestivo allestimento curato da Giuliano e Tara coinvolgerà anche lo spazio del giardino annesso al locale.

Il giardino costituisce uno degli elementi che hanno convinto i due proprietari a scegliere questo appartamento: l’intenzione era quella, infatti, di riadattare una location particolare con originaria destinazione d’uso differente, per ricreare un’atmosfera domestica, ma raffinata, nella quale accogliere i clienti permettendo loro di sentirsi a casa, a proprio agio. Come accade con le esperienze di home food che hanno preso piede anche nella città da cui Giuliano è partito, Bari, quando aveva vent’anni, per andare a lavorare al Nord, come molti suoi conterranei decidono di fare.

Un percorso che lungo un decennio gli ha consentito di maturare una vasta esperienza professionale come barman, portandolo anche a confrontarsi sul piano internazionale con realtà e contesti lavorativi differenti, da Ibiza a Miami, e ad incontrare, e sposare, Tara a Milano. Tara, serba da parte di madre, e libanese da parte di padre, non ha quasi mai vissuto a Belgrado, dove la sua famiglia attualmente risiede, avendo trascorso la propria infanzia tra il Libano e la Grecia e avendo studiato in Francia ed Inghilterra. Tuttavia, quando Tara e Giuliano hanno sentito l’esigenza di lasciare Milano la scelta è ricaduta proprio sulla capitale serba, che avevano visitato insieme in precedenza apprezzandone il fermento, lo stile di vita e l’aria frizzante della nightlife:

“ero rimasto molto entusiasmato dall’atmosfera che si respira nei locali, per strada, dalla gentilezza e cordialità delle persone, qualcosa che non avevo notato negli altri luoghi che avevo visitato. Avevo intenzione di lasciare Milano, dove il mercato della ristorazione ormai è saturo, trascinato dalla voglia di avviare un progetto portando la mia idea fuori dall’Italia. Cercavamo comunque un posto più economico, perché Milano, per quanto tu possa guadagnare, ti rende in un certo sempre insoddisfatto di quello che hai. Sapevamo inoltre che all’estero sarebbe stato più facile realizzare quello che avevamo in mente, sia a livello economico che a livello di organizzazione burocratica.  Ho anche studiato delle vie in Italia, ma sarebbe stato estremamente difficile, sia per via dei costi, troppo elevati, sia a causa delle norme troppo restrittive in relazione alla scelta e all’adattamento del locale. A Londra o Berlino è più semplice adattare le norme ai tuoi desideri, e così è stato a Belgrado. Ero tentato da Berlino, dove molti miei amici si sono trasferiti, ma, per quanto il suo aspetto underground mi attirasse, Belgrado ha rappresentato ai miei occhi qualcosa di nuovo, una città destinata a crescere e dove potrebbe esserci un futuro. Mi piace perché mi ricorda Berlino come era dieci anni fa…arrivavi, avevi un’idea e la realizzavi. Di Milano inoltre non riuscivo più a sopportare l’insoddisfazione e l’atteggiamento lamentoso della gente. E’ qualcosa che qui non vedo: è vero magari il tenore di vita non è paragonabile, ma della gente che ho incontrato finora, che viene in questo locale, apprezzo la positività, la voglia di divertirsi e di trascorrere in spensieratezza una serata per concludere in modo soddisfacente la propria giornata. E dei serbi mi piace molto la cultura che hanno della famiglia e dello stare insieme, analoga a quella che abbiamo noi italiani, soprattutto al sud. E la famiglia è uno dei motivi che ci ha spinti a scegliere Belgrado: qui Tara ha i suoi parenti, abbiamo è vero optato per una cosa completamente nuova, ma in qualche modo tornando a casa, e questo, quando devi affrontare l’impegno di un investimento e dell’avvio di un’attività può fornirti un valido sostegno”.

Esperienza professionale internazionale, passione per le radici e la tradizione, voglia di scoprire nuovi luoghi e la capacità di riportare tutto “a casa”, per accogliervi come parte di una famiglia: questa la ricetta del Kaste, che si riflette anche nell’elaborazione del menù. Da panini speciali ideati che associano salumi e formaggi a combinazioni con frutta, miele o salse particolari (“abbiamo panini con prosciutto crudo, pere, miele e parmigiano o bresaola, arancia e fontina, o salmone e una crema fatta con del vino rosso e cipolla o crema di formaggio” spiega Giuliano), alla più tradizionale pizza di patate, per andare incontro ad un’idea di ristorazione casalinga, basata sulla convivialità, spensieratezza e ricercatezza della cultura dell’antipasto, con un occhio alla cultura culinaria italiana, ma anche puntando alla fusione con gli apprezzati prodotti locali. Inoltre Giuliano ha le idee ben chiare su come promuovere la sua idea di cucina: “sto pensando di dedicare dei giorni alle degustazioni, per esempio alla pasta fatta in casa… nasco come barman, ma, avendo sempre lavorato nella ristorazione e avendo coltivato la passione per la cucina ho osservato a lungo e studiato, rubando un bel po’ di ricette”.

E, attingendo alla sua esperienza da barman, Giuliano ha anche curato nel dettaglio la vasta scelta di cocktail, realizzati con prodotti freschi e selezionati e puntando sui grandi classici internazionali, contribuendo ad aggiornare la tradizionale proposta della maggior parte dei locali belgradesi, fossilizzati per lo più su una moda del bere di gusto anni ’90.  In estate arriverà anche una “special list”, attraverso cui Giuliano ha realizzato il sogno di riunire le personali proposte di amici del settore che hanno ideato i cocktail che ne fanno parte, dando loro il nome. Ma con una filosofia di fondo: rinunciare alla sperimentazione spinta per proporre invece qualcosa di ricercato si, ma semplice, perché “la bontà sta nella semplicità”. Se invece non siete interessati ai cocktail potrete sempre optare per uno dei vini selezionati da Kaste e provenienti dalle regioni meridionali italiane, o decidere di sorseggiare una Kabinet, raffinata e gustosa birra locale. 

Appartato e un po’ nascosto alla vista, per accogliervi il Kaste non vi chiederà però alcuna parola d’ordine all’entrata… fate come foste a casa vostra, e buon divertimento.

Un piccolo favore

Dal 2013 il Serbian Monitor offre gratuitamente ai suoi lettori una selezione accurata delle notizie sulla Repubblica di Serbia, un impegno quotidiano che nasce dal genuino desiderio di offrire un'informazione senza distorsioni su un paese troppo spesso vittima di pregiudizi e superficialità. Da novembre 2016 questo servizio viene proposto in inglese e in italiano, con sempre più articoli originali per offrire un quadro completo sull'economia, la politica, la cultura e la società del paese balcanico. Il nostro archivio è completamente gratuito, a disposizione di chiunque voglia conoscere il paese, studiarne specifici aspetti o esserne costantemente aggiornato. Questo progetto potrà proseguire solo grazie all'aiuto dei lettori, cui chiediamo un piccolo sostegno economico per continuare a garantire un'informazione sempre più ricca di contributi originali. Se apprezzate il nostro lavoro vi invitiamo a cliccare il tasto qui sotto

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
Altro... Belgrado
Caffè, l’eccitante storia del buon gusto in mostra a Belgrado

Beldocs: dal Sundance a Belgrado i migliori film documentari

Chiudi