Jugoslav Cosic: lo stato sta conducendo una campagna contro i nostri giornalisti di N1

Jugoslav Cosic, direttore del programma N1 per la Serbia, ha dichiarato per il Danas di prendere molto seriamente tutte le minacce inidirizzate alla televisione N1 e ai suoi dipendenti, “soprattutto perché provengono da rappresentanti del governo e dello stato”.

Per questo motivo, Cosic si rivolgerà a tutte le istituzioni internazionali competenti e il team di avvocati di N1 sta già preparando un reclamo contro tutti quelli che vogliono il “linciaggio” dei giornalisti di questa televisione.

Gli attacchi e le minacce a N1 sono iniziati dopo i loro report dall’ultima protesta “1 su 5 milioni”, quando i manifestanti sono entrati nell’edificio di RTS. Sebbene fossero presenti anche giornalisti di altre case media, tutto l’odio e la frustrazione dei sostenitori dell’attuale governo si è indirizzato al “canale traditore della CIA, N1”.

“Si sta conducendo una forte campagna contro N1 ed essa minaccia direttamente la sicurezza dei giornalisti. Quando iniziano queste campagne, le conseguenze sono impossibili da prevedere. Sfortunatamente, l’esperienza dice che portano sempre a molestie fisiche dei giornalisti e alla minaccia della loro sicurezza”, dice Cosic per Danas.

Egli ritiene che questi attacchi mirino a scoraggiare i giornalisti di N1 a fare il loro lavoro professionalmente, in conformità con gli standard giornalistici.

“I media esistono per fare esattamente quello che facciamo – trasmettere eventi e fare report. Le accuse secondo le quali noi sosteniamo la violenza e sostegnamo le proteste solo perché facciamo il nostro lavoro è una pura sostituzione delle tesi”, commenta Cosic e aggiunge “ogni giorno riceviamo centinaia di minacce. Noi abbbiamo i nostri avvocati e tutto verrà denunciato alla polizia”.

I membri del governo serbo hanno valutato il servizio di N1 sull’ingresso dei dimostranti nell’edificio di RTS come un servizio scandaloso, ipocrita, ma anche poco civilizzato.

La prima ministra Ana Brnabic ha dichiarato per TV Prva che i giornalisti di N1 non hanno riportto dell’entrata violenta di Djilas, Obradovic e Vuk Jeremic in RTS con in mano seghe elettriche. Dirette minacce di violenza fisica, e loro rimangono in silenzio, non reagiscono”, ha detto la Brnabic.

“Non capisco davvero come si possa identificare un servizio giornalistico di un evento con la partecipazione all’evento stesso e in che modo il reporting può essere visto come un supporto alla violenza”, ha risposto Cosic.

I rappresentanti di NUNS, Zeljko Bodrozic e dell’UNS, Vladimir Radomirovic, hanno valutato che il servizio di reportage di N1 nella notte di ingresso dei manifestanti nell’RTS era del tutto professionale. Tuttavia, i rappresentanti delle autorità, anche di RTS, non sono d’accordo con questo, anche se Cosic ha condannato pubblicamente l’ingresso dei manifestanti nei locali di servizio pubblico della Serbia.

Cercheremo protezione

“Contatteremo tutte le entità internazionali competenti e cercheremo protezione. Ci rivolgeremo all’OSCE, alla Commissione europea, a tutti i negoziatori sul capitolo dei media, al relatore speciale per la Serbia, al Commissario per l’allargamento, alla Federazione europea dei giornalisti e ai Reporter senza frontiere. Chiederemo protezione dalla campagna attualmente condotta dallo stato contro N1”, ha concluso Jugoslav Cosic.

Photo Credits:”Miroslav Dragojevic”

https://www.danas.rs/drustvo/jugoslav-cosic-drzava-vodi-kampanju-protiv-nas/?fbclid=IwAR0hlULuU5a-TozK3Y_AXoYyrtoPnd371pC4Hup-yNKPxTbdU6Op3X5HJrQ

This post is also available in: English

Share this post

scroll to top
More in Ana Brnabic, Federazione europea dei giornalisti, Jugoslav Cosic, minacce, N1, OSCE, proteste
IFJ ed EFJ condannano l’ingresso violento dei dimostranti nell’edificio di RTS

Agenzie di stampa mondiali scrivono delle proteste di Belgrado: migliaia di cittadini chiedono la libertà dei media ed elezioni giuste

Close