“JP Morgan” giudica il dinaro serbo una moneta valutata in modo corretto

Un’altra conferma che la Banca nazionale serba segue una giusta politica monetaria e che i commenti su una possibile “sopravvalutazione del dinaro”, ovvero l’affermazione secondo cui la NBS “mantiene artificialmente il tasso di cambio a un certo livello” non sono fondati, provengono da una delle istituzioni finanziarie più rispettate e importanti del mondo, la “JP Morgan”.

“JP Morgan” ha pubblicato un rapporto sugli sviluppi macroeconomici e finanziari previsti nei Paesi in via di sviluppo per il prossimo anno (EMOS 2020), che tra le altre cose, conferma che il dinaro serbo (RSD) è una valuta reale, cioè adeguatamente valutata.

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La conclusione è particolarmente significativa perché proviene da un istituto di alto profilo completamente indipendente e imparziale, di fama internazionale, secondo valutazioni della NBS.

“JP Morgan” si è distinto negli ultimi anni come un’istituzione che segue da vicino gli sviluppi macroeconomici in Serbia e riferisce in modo molto obiettivo all’opinione pubblica e ai potenziali ed esistenti investitori dei progressi della Serbia verso la stabilità e il progresso economico.

Delle 25 valute analizzate dei Paesi emergenti (EM – Emerging Markets) provenienti da tutto il mondo, come monete valutate in modo corretto ci sono il dinaro serbo (RSD) e il pesos filippino (PHP), con leggerissime deviazioni insieme ad altre due valute mondiali in via di sviluppo, il Pesos messicano (MXN) e il Sol peruviano (PEN). Le valute degli altri 21 singoli Paesi, nonché la misura composita di tutte le altre valute osservate nei Paesi in via di sviluppo (Global EM), sono state giudicate come “sopravvalutate” o “sottovalutate”.

Si sottolinea che i fattori che hanno contribuito a questa valutazione del valore del dinaro ci sono stati la crescita della produttività e della quota di investimenti nel PIL, e un afflusso molto elevato di IDE, che assieme agli investimenti interni in infrastrutture, contribuiscono alla crescita futura della produttività e delle esportazioni, nonché alla riduzione della vulnerabilità esterna del Paese e alla riduzione della quota del debito estero sul PIL.

La partecipazione è stata ridotta di oltre 10 punti percentuali dal 2015 a metà 2019, dal 73,5% al 63,3%.

Il fatto che il modello si basi sui movimenti del tasso di cambio effettivo reale e che tenga conto sia dell’andamento dell’inflazione sia delle basi macroeconomiche di un paese (REER) – Real Exange Rate effettivo), oltre a tenere conto degli indicatori che forniscono un quadro macroeconomico di un paese, è un dato che conferma la serietà del modello, confermano dalla NBS.

https://www.kurir.rs/vesti/biznis/3372055/priznanje-za-nbs-i-nasu-valutu-jp-morgan-procenio-da-je-dinar-ispravno-vrednovana-valuta

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