Janjic: I serbi del nord del Kosovo fanno già le valigie

Mons. Teodosije e la sua diocesi di Raska-Prizren durante tutti i processi per risolvere la questione del Kosovo, il dialogo interno, e i dibattiti pubblici si sono astenuti dal commentare la situazione.

Tuttavia, ora che si vede la chiaramente che il Governo serbo vuole la divisione del Kosovo o lo scambio di territori, la diocesi vuole dichiarare la sua, perché la chiesa si occupa delle persone. Mons. Teodosije ha avvertito dell’esodo delle persone, e va bene. Perché, dove non ci sono persone, non c’è una chiesa, e lui fino ad ora è stato responsabile del Kosovo in questo senso – dice Dusan Janjic, presidente del Forum per le relazioni etniche, in risposta alla domanda su come vede le ultime polemiche su un rappresentante della Chiesa ortodossa serba e funzionari serbi riguardo alla questione del Kosovo.

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L’interlocutore di Danas conferma le affermazioni del vescovo Teodosije secondo cui l’eventuale divisione o scambio di territorio causerebbe l’esodo dei serbi. Lui, tuttavia, afferma che l’esodo potrebbe partire dal nord del Kosovo, nonostante si provasse a dividere l’ex provincia serba.

“I politici serbi non comprendono i serbi del Kosovo. Non capiscono cosa significherebbe quello che loro dicono in pratica. Significherebbe aumentare la possibilità di un conflitto. Non è una cosa semplice. I serbi del nord hanno già preparato le loro valigie, perché sanno benissimo che i conflitti vengono quando i territori si dividono o si scambiano – dice Dusan Janjic per Danas.

Spiega inoltre che la realizzazione di questo desiderio delle autorità serbe per la divisione o lo scambio non è affatto reale.

“Lo scambio di territorio o la divisione porta ad una possibile guerra, indipendentemente da presunti accordi. Ed è per questo che né l’America né l’UE accetteranno la divisione. Sarebbe diverso se ad esempio, la Serbia e il Kosovo, o tutti i paesi dei Balcani occidentali fossero nella NATO. Ma dal momento che non lo sono, e siccome le condizioni non sono state soddisfatte, le dicerie su una divisione dei territori o sui scambi sono completamente false”, spiega l’interlocutore del nostro giornale.

Egli mette in guardia anche della irresponsabilità del governo serbo e del presidente serbo Aleksandar Vucic quando si parla di spostare i confini fino a Vranje, e dell’occupazione del nord del Kosovo da parte delle autorità del Kosovo e dichiarazioni simili, che, secondo Janjic, sono pericolose e non creano nulla di buono per i serbi che vivono in Kosovo.

“Anche il lato kosovaro non è per la divisione. Forse ci sono state alcune conversazioni su questi argomenti prima, ma ora non più. L’America non è per la divisione. D’altra parte, la Russia e la Turchia lo sono. La Turchia sostiene una scissione in modo che possa immediatamente aprire la questione dello status di Sandzak perché ci sono delle pretese lì, ha detto Dusan Janjic per Danas.

I’interlocutore di Danas conclude che, anche se il problema dello scambio di territori venisse trattato come possibile, e che ci sia un modo per realizzarlo e avere il sostegno degli Stati Uniti e dell’UE, le autorità serbe non sono pronte per un processo simile.

“Ciò significherebbe che le autorità serbe dovrebbero gestire lo spostamento della popolazione. Credi che siano in grado, ad esempio, di fornire da 50 a 100 mila appartamenti nel nord del Kosovo? Non penso proprio. In effetti, credo che Aleksandar Vucic non abbia idea di cosa farà. O interromperà il dialogo con Bruxelles, e i  negoziati, o cambierà il gioco. In ogni modo così non va bene”, conclude Janjic per Danas.

Alla dichiarazione del vescovo Teodosije riguardo al fatto che la divisione del Kosovo provocherebbe l’esodo di serbi, ha risposto la polizia e il ministro della Difesa, Nebojsa Stefanovic e Aleksandar Vulin. “Oggi, quando il presidente Vucic cerca soluzioni possibili per aiutare il popolo serbo, è sottoposto ad attacchi da parte di persone che sono testimoni della situazione. Il vescovo e padre Sava sanno quanto Vucic abbia aiutato i monasteri, le chiese, i cittadini, e quanto ha fatto per aiutare i serbi e farli rimanere in Kosovo. Non capisco quale sia il motivo di questi attacchi, a meno che una politica non venga creata indipendentemente”, ha sottolineato Stefanovic.

Secondo il ministro Vulin, non v’è certamente una soluzione facile per il Kosovo. “Mi dispiace, il vescovo Teodosije non fosse così rumoroso quando Vuk Jeremic ha dato l’UNMIK dal Kosovo, quando ha lasciato l’ONU e portato EULEX. Poteva scrivere lettere aperte quando Jeremic ha fatto il confine nel territorio del Kosovo, e quando hanno negoziato con gli europei, mentendo alla Russia e a tutti coloro che volevano aiutarci”, ha detto Vulin.

(https://www.danas.rs/politika/janjic-srbi-sa-severa-vec-pakuju-kofere-zbog-pretnji-ratom/)

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