Ivkovic: crescita degli IDE in Serbia al 12,6%

L’afflusso netto di investimenti esteri diretti (IDE) in Serbia nel 2017 è finora cresciuto del 12,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, risultato più che sufficiente a coprire il disavanzo delle partite correnti, che si attesterà al 4,6% del PIL, secondo i dati comunicati da Ana Ivkovic, per conto della Banca Nazionale della Serbia (NBS).

Alla presentazione del rapporto sull’inflazione di novembre, Ivkovic ha affermato che gli attuali sviluppi di bilancio hanno superato le più grandi aspettative, in primo luogo a causa della notevole crescita delle entrate fiscali.

Invece del deficit atteso, il bilancio serbo ha registrato un avanzo del 2,6% nei primi nove mesi di quest’anno. Se non si prendono in considerazione i costi del tasso d’interesse, l’eccedenza ammonta al 5,8% del PIL nazionale.

La quota del debito pubblico dello stato centrale nel PIL, la cui crescita è stata invertita lo scorso anno, ha continuato a diminuire anche quest’anno.

Ivkovic ha dichiarato che l’inflazione sui dodici mesi è rallentata a maggio, ed è stata del 2,8% ad ottobre, a causa della minore crescita dei prezzi dell’energia e dei prodotti alimentari, dell’effetto base sui derivati del petrolio e della carne, e di una minore inflazione delle importazioni.

“Le pressioni inflazionistiche restano basse, e l’inflazione di base, rallentata all’1,4% in ottobre, e le prospettive dell’inflazione a medio termine, rientrano nell’obiettivo NBS”, ha affermato.

A medio termine, l’inflazione sui dodici mesi continuerà ad essere entro l’obiettivo del 3,0% (± 1,5%) entro la fine del periodo di proiezione, vale a dire nei prossimi due anni.

(B92, 15.11.2017)

http://www.b92.net/biz/vesti/srbija.php?yyyy=2017&mm=11&dd=15&nav_id=1325682

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