Italia prima nell’export e seconda nell’import della Serbia

Nel primo semestre del 2014 è calato il deficit della bilancia commerciale serba grazie a un netto incremento delle esportazioni. L’Italia conferma la sua importanza nell’interscambio con la Serbia.

Nei primi sei mesi del 2014 l’Italia si è confermata primo partner commerciale della Serbia per quanto riguarda le esportazioni con 1432 milioni di dollari di controvalore, mentre per quanto riguarda le importazioni l’Italia è seconda con un controvalore di 1233 milioni di dollari.

Nelle esportazioni serbe la Germania segue con 942,2 milioni, quindi la Bosnia Erzegovina con 619,5 milioni, poi la Federazione Russa con 487,8 milioni e la Romania con 387,5 milioni di dollari.

Nelle importazioni il primo posto è della Germania con 1245,4 milioni, segue, come detto, l’Italia, poi la Federazione Russa a 1123,1 milioni, la Cina a 771,8 milioni e la Polonia con 543,8 milioni di dollari.

Le prime cinque voci delle esportazioni serbe raggiungono il 37,4% del totale e sono le seguenti: autoveicoli (per 1203.9 millioni di dollari), macchinari e apparati elettrici (599.2 milioni), cereali e prodotti derivati (383 milioni), frutta e verdura (322,7 milioni), metalli non ferrosi (318,2 milioni).

Le prime cinque voci delle importazioni totalizzano il 31,9% del totale e nello specifico sono: autoveicoli (1244 milioni di dollari), petrolio e derivati (827,5 milioni), gas naturale (460,1 milioni), macchinari e apparati elettrici (403,3 milioni), prodotti farmaceutici e medicinali (351,5 milioni).

Il 65.1% dell’interscambio estero complessivo della Serbia avviene con paesi dell’Unione europea. Il secondo maggior partner commerciale sono i paesi CEFTA, con i quali si registra un avanzo commerciale per 938,3 milioni di dollari, grazie soprattutto all’esportazione di cereali, di bevande analcoliche e di vari prodotti finiti. Il commercio della Serbia con i paesi CEFTA produce un rapporto tra esportazioni e importazioni pari al 322%, frutto di esportazioni per 1360,9 milioni di dollari e importazioni per 422,6 milioni, principalmente ferro, acciaio, elettricità, carbone e briquette.

Oltre alla avanzo commerciale con paesi dell’ex Yugoslavia come Bosnia Erzegovina, Montenegro e Macedonia, la Serbia si ritrova in surplus anche nei confronti dell’Italia, della Romania, della Bulgaria e degli Stati Uniti. Al contrario i maggiori disavanzi si registrano con la Cina (innanzitutto per apparati elettronici), con la Russia (per lo più prodotti energetici quali petrolio e gas), con la Polonia (principalmente componenti di motori), Ungheria, Germania, Turchia, Austria e Kazakistan.

In totale l’interscambio commerciale della Serbia nel primo semestre del 2014 è stato pari a 17,85 miliardi di dollari, con un incremento del 10,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Le esportazioni hanno raggiunto i 7,562 miliardi di dollari, con un incremento rispetto al primo semestre 2013 del 16,6%, mentre le importazioni sono arrivate a 10,288 miliardi di dollari, con un incremento relativo del 6,7%.

Il deficit della bilancia commerciale della Repubblica di Serbia nei primi sei mesi dell’anno è dunque di 2726,2 milioni di dollari, in calo del 13,7% rispetto al primo semestre 2013. Tuttavia il rapporto tra esportazioni ed importazioni è peggiorato, passando dal 67,2% del periodo gennaio-giugno 2013 al 73,5% di quest’anno. 

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