Italia meets Serbia. Convegno di chirurgia laparoscopica con importanti chirurghi italiani

Si è tenuto oggi, presso la Facoltà di Medicina dell’Università di Belgrado, un convegno dal titolo “Italy meets Serbia – Mini-Invasive Surgery”.

All’incontro, organizzato dall‘Ambasciata Italiana a Belgrado in collaborazione con il Ministero della Salute serbo, hanno partecipato quattro importanti chirurghi italiani: Prof. Franco Badessi (“Sant’Elena”, Cagliari); Dott. Pietro Familiari (“Policlinico Gemelli”/”Università Cattolica del Sacro Cuore”, Roma); Prof. Giusto Pignata (“San Camillo”, Trento); Prof. Attilio Ignazio Lo Monte (“Università degli Studi di Palermo”, Palermo). Chairman del convegno è stato il Segretario di Stato del Ministero della Salute Serbo, Vladimir Đukić.

L’incontro è stato l’occasione per un approfondito e metodico percorso sullo stato dell’arte della chirurgia laparoscopica, un tipo di intervento praticato da oltre un decennio anche in Serbia. Alcuni importanti specialisti italiani, tra cui Giusto Pignata, da molti anni importante punto di riferimento sul tema anche nei Balcani, hanno colto l’occasione per discutere delle più moderne, e sempre meno invasive, metodologie di intervento chirurgico. Ma questa giornata di studio è stata importante anche per dare solidità e rilievo ai rapporti tra i chirurghi italiani e i colleghi serbi.

La costruzione di una rete di rapporti solida tra Italia e Serbia passa infatti anche attraverso lo sviluppo e il trasferimento di competenze e know-how tra le comunità scientifiche dei due Paesi. Oggi è stata dunque l’occasione per firmare un accordo di massima tra il Dipartimento Bionec del Policlinico Giaccone di Palermo e la Scuola di Medicina dell’Università di Belgrado, al fine di intraprendere un percorso di formazione per i giovani chirurghi serbi. Un percorso che non sarà soltanto fisico, ma che si concentrerà anche su percorsi di studio telematici e che vedrà la partecipazione anche dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sicilia “A. Mirri”. Il question time finale è stato infine il momento in cui il confronto si è spostato sulle difficoltà del ministero serbo di promuovere un sistema di finanziamenti adeguato alle necessità sempre più stringenti degli studiosi serbi.

 

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