Ipse dixit: le indimenticabili gaffe del Presidente uscente Nikolic

Il Presidente uscente della Serbia, Tomislav Nikolic, verrà a lungo ricordato per le sue osservazioni poco diplomatiche, e per la generosità nel distribuire premi di stato.

Ora che si avvicina il momento dell’investitura di Aleksandar Vucic a nuovo presidente della Serbia, ed entrando Tomislav Nikolic nel suo ultimo mese di mandato, alcuni degli eventi che hanno contrassegnato il suo periodo in carica saranno probabilmente ricordati più come imbarazzanti che dignitosi.

“La ginecologia è la conoscenza di una donna, se qualcuno può osare dire di averla. La ginecologia attiene al mettere una donna nelle condizioni di essere in buona salute in modo che possa crescerci, procreare e partorire”, dichiarò Nikolic nel mese di settembre 2015 in occasione del Simposio dell’Associazione di ginecologi e ostetrici, scatenando la brusca reazione da parte delle donne in politica e delle ONG che promuovono la difesa dei diritti delle donne.

Come candidato del Partito Progressista Serbo, allora all’opposizione, Nikolic è diventato Presidente della Serbia, battendo di misura Boris Tadic, leader del Partito Democratico, alle elezioni del 2012.

Uno dei suoi discorsi più noti fu quello tenuto in occasione della visita del Primo ministro cinese Li Keqiang, nel 2014, nel corso della quale Nikolic citò parti della “profezia Kremansko”, presunte profezie di due contadini analfabeti serbi raccolte da un sacerdote locale.

“Duecento anni fa c’era un uomo saggio e analfabeta, ma era un profeta. Non aveva mai sentito parlare di Cina, ma disse: ‘Sta arrivando gente da est, gente di colore giallo, e governeranno il mondo. Berranno l’acqua del fiume Morava”, raccontò Nikolic al suo ospite durante l’evento.

Non si è trattato certo dell’ultima delle gaffe diplomatiche del Presidente, il quale, nel mese di luglio 2015, inviò una lettera alla regina Elisabetta chiedendole di influenzare il governo britannico affinché ritirasse una controversa risoluzione delle Nazioni Unite su Srebrenica nel Consiglio di Sicurezza.

“Vostra Maestà, mi rivolgo a Lei personalmente, consapevole del fatto che le mie osservazioni potrebbero essere interpretate come poco diplomatiche ma devo farlo, al fine di non commettere un errore e vedere i Balcani tornare ai tempi duri del conflitto, che noi tutti noi dobbiamo dimenticare”, scrisse Nikolic nella lettera, redatta in cirillico.

Il pubblico serbo ricorderà anche la curiosa dichiarazione del marzo dello scorso anno, secondo la quale Nikolic avrebbe confidato al Presidente russo Vladimir Putin tutti i suoi segreti.

“Non so che cosa il Presidente Putin pensi di me, ma posso dire quello che io penso di lui e del nostro rapporto. Si tratta di un’amicizia completamente aperta, al punto tale che mi sento libero di rivelare tutti i miei segreti e problemi e chiedere il suo consiglio. Si tratta di un rapporto di piena comprensione”, ha rivelato Nikolic ai media russi, prima della sua visita in Russia a marzo 2016.

Rispondendo alle critiche on-line, Nikolic suscitò non pochi sorrisi quando, in un’intervista rilasciata all’emittente pubblica RTS, nel 2015, dichiarò che gli sarebbe piaciuto inviare i suoi commenti sui social network, ma che “non posso avere il numero di telefono”, un’osservazione diventata in seguito virale.

Ma, sebbene alcune delle sue dichiarazioni pubbliche abbiano scatenato ilarità, altre hanno provocato rabbia. Tra di loro una dichiarazione rilasciata in occasione della posa della prima pietra del Centro di Eccellenza dell’Università di Kragujevac, sua città natale, dove era imminente la costituzione di un centro per lo studio delle cellule staminali.

Nikolic espresse la speranza che tale ricerca potesse preservare “i più importanti, i più belli, e cosa più importante, le caratteristiche del popolo serbo”.

“Nascono sempre meno bambini, le coppie si rivolgono sempre più ai medici e cercano una soluzione all’estero. Ma la soluzione dovrebbe essere qui, i bambini dovrebbero essere bambini serbi con materiale genetico serbo, con un codice genetico serbo e con un passato ed un futuro serbi”, pontificò Nikolic nel gennaio 2016.

Oltre che per le sue stravaganti osservazioni, il Presidente sarà ricordato anche per il numero di premi di stato distribuiti.

I premi statali rappresentano il segno più alto di riconoscimento pubblico, normalmente assegnati per meriti eccezionali e per imprese di grande importanza per la Serbia.

Dal 2012, Nikolic ha assegnato premi a non meno di 362 persone, incluse pop band, cantanti, artisti, ed ogni stato che non riconosce l’indipendenza dell’ex provincia del Kosovo. Non manca all’appello neanche il Presidente sudanese Omar al-Bashir, accusato di crimini contro il diritto internazionale (la Corte penale internazionale ha emesso due mandati di arresto per lui).

Nel 2013 il Presidente ha assegnato il premio a Vladimir Putin, così come al Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, mentre quest’anno a Kirill Kravchenko, allora direttore di NIS Oil Company, a maggioranza di proprietà russa.

Nikolic è riuscito a guadagnarsi una certa fama anche per l’esecuzione di una “danza araba” nel mese di dicembre 2016 quando era ospite ad Abu Dhabi, nella casa del direttore della Mezzaluna Rossa.

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(Maja Zivanovic, Balkan Insight, 08.05.2017) 

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