Zone franche: espansione e nuovi investimenti

Dall’inizio del 2016, sei nuovi investitori si sono registrati in zone franche in Serbia e se ne attendono altri sette entro la fine dell’anno, come si apprende dall’Amministrazione delle zone franche.

“È difficile stimare quale sarà il valore di questi investimenti, ma secondo i dati in nostro possesso, è lecito prevedere, nell’arco dei prossimi due anni, investimenti per un importo di 70 milioni di euro e l’impiego di circa 5.000 lavoratori” ha dichiarato il Presidente dell’Amministrazione, Milano Ristic, precisando che le suddette stime non comprendono gli investimenti cinesi a Zelezara Smederevo, operanti sotto il medesimo regime.

In Serbia operano attualmente quattordici zone franche: secondo Ristic si tratta di un numero sufficiente, in virtù del quale non è prevista l’apertura di ulteriori aree. Tuttavia, gli investitori potranno beneficiare della prevista espansione delle aree già esistenti.

La zona franca di Novi Sad subirà un ampliamento di 14 ettari, e nuovi lotti potranno essere a disposizione degli investitori a partire dall’inizio di agosto.
Il fatturato totale delle attività commerciali in questa zona franca nel 2015 è stato pari a 92,025,483.00 euro, mentre il valore delle esportazioni ha raggiunto 16,268,385.00 euro, superiore quindi del 24.51% rispetto al 2014.

In due mesi, 7 clienti produttivi e 52 clienti commerciali opereranno su un totale di 89 ettari della zona franca di Novi Sad, e la compagnia residente più recente nella zona è la Alex Chi moda, il cui programma di produzione, che prenderà avvio in settembre, consentirà l’assunzione di 200 lavoratori. Si registra inoltre un interesse crescente, negli ultimi due anni, da parte di aziende italiane e turche.

Parimenti, non descresce l’interesse nella zona franca di Pirot, la quale verrà ampliata nei prossimi due mesi, insieme alla zona di Svilajnac. Secondo le ricerche condotte negli ultimi due anni dal Financial Times, la zona di Pirot si è costantemente collocata tra le prime 50, e l’espansione futura è pensata per avvantaggiare vecchi e nuovi investitori, tra cui Tigar Tyres per la produzione di pneumatici, e Irelly doo per la lavorazione del legno. Trattative sono in corso con aziende provenienti da Turchia e Italia, e l’incremento del numero di clienti potrebbe determinare la creazione di 140 nuovi posti di lavoro.

Anche Belgrado è pronta per gli investitori. In località Baric, all’interno della zona franca di Belgrado, MEI TA Industries dovrebbe avviare entro la fine di questo anno la propria attività di investimento, previa autorizzazione per l’inizio delle operazioni.

La disponibilità di terreno completamente attrezzato con le necessarie infrastrutture, gli accordi commerciali con l’estero che consentono l’ingresso ad un mercato di circa un miliardo di abitanti e la posizione geografica favorevole sono gli elementi che rendono competitive le zone franche in Serbia, mentre l’esenzione dei dazi doganali, l’imposta sul valore aggiunto su materiali lavorati, attrezzature e il consumo di prodotti energetici costituiscono i maggiori vantaggi.

L’imposta sul reddito, pari al 15%, che la Serbia prevede per le imprese che operano nelle zone franche, determinata dalla carenza di budget, non è prevista però dalle concorrenti zone franche turche e macedoni, e costituisce un deterrente per l’attrazione di un più grande numero di investitori.

Il presidente dell’Amministrazione delle zone franche sostiene che il numero degli investitori potrebbe aumentare se i produttori fossero totalmente o parzialmente esenti dal pagamento delle imposte sul reddito per le persone giuridiche. Tuttavia, la stabilità della situazione politica rende le zone franche in Serbia relativamente più attraenti rispetto a quelle in Turchia o Macedonia, come dimostra appunto il numero crescente di investitori turchi interessati a lavorare nelle zone franche.

Le zone franche attive in Serbia hanno totalizzato un giro d’affari di circa 5 miliardi di euro nel 2015, superiore del 97% rispetto allo scorso anno. Al loro interno operano oltre 200 aziende multinazionali, con più di 20.000 persone impiegate, e il totale degli investimenti nel 2015 ammonta a oltre un miliardo di euro.

L’esportazione di merci dalle zone franche è in aumento di anno in anno e costituisce il 20% del totale delle esportazioni della Serbia.

(eKapija, 06.07.2016)

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