Esenzioni fiscali non necessarie per investimenti in Serbia

Il capo del Sustainable Local Development Project di USAID, Howard Ockman, ritiene che ci siano aziende disposte ad investire in Serbia anche senza usufruire di esenzioni fiscali, in quanto fiduciose nella prospettiva di fare profitto.

“I buoni investitori, quelli che non se ne andranno subito, investono in paesi stranieri per fare affari, non per esenzioni fiscali. Se si concedono esenzioni e sussidi, chiunque vorrà averne accesso. Ma anche in assenza di questa politica, ci sarebbero imprese pronte ad investire in Serbia”.

Nell’intervista rilasciata a Nova ekonomija, Ockman ha anche sottolineato che il sussidio concesso a Fiat per la produzione a Kragujevac avrebbe avuto senso se le aziende locali fossero state fornitrici: “ma se la Fiat non acquista nulla dai produttori serbi e impiega solo un paio di migliaia di persone a Kragujevac, l’idea di concedere quei soldi diventa opinabile. Ci sono anche aziende straniere che stanno aprendo fabbriche al fine di fornire la Fiat, il che può essere positivo nel momento in assenza di produttori locali, ma non c’è alcuna ragione per dare sussidi anche a loro, considerando che sono venuti qui solo per il loro acquirente”.

Ockman ha aggiunto che le aziende non decidono di entrare in un mercato a meno che questo non sia redditizio per loro: “ho lavorato in Ucraina per sette anni, dove imprese avevano profitti pari al 20-25%. Recuperavano i soldi investiti nel giro di due o tre anni e non vedo la ragione per cui a tali società dovrebbero essere concesse sovvenzioni”.

Seguendo questa linea, Ockman ritiene proficuo, da parte dello Stato, il sostegno alle piccole imprese, pur comprenendo le ragioni che determinano tale scelta: ” quel budget dovrebbe essere utilizzato per formare le persone disposte a imparare, a formare manager e titolari d’azienda. Il denaro dato in forma di sovvenzioni o per l’acquisto di apparecchiature potrebbe essere destinato ad un uso migliore se preliminarmente la gente è stato istruita su come aumentare la produttività” ha concluso Ockman.

(Nova ekonomija,12.07.2016)

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